Col mestiere che faccio, dovrei essere imparziale, lo so.
E invece non lo sono proprio, perché sono prima di essere una foodwriter, sono una mamma che cucina, ed essendo tale credo di aver sempre scelto in coscienza i prodotti più adatti per i miei bambini.
Mi sto occupando in questi giorni per le riviste per le quali scrivo (eh sì, sono aumentate… ) del caso Plasmon vs Barilla, ossia di quell’antipaticissima pubblicità comparativa messa in piedi dalla multinazionale americana (che fa capo ad Heinz) allo scopo di denigrare il lavoro del colosso parmense. Credo ne abbiate sentito parlare tutti, è la notizia della settimana: Plasmon (come si evince dalla stessa homepage del sito www.plasmon.it) ha messo a confronto due categorie di prodotti alimentari per l’infanzia, i biscotti e la pasta in formato ridotto. Nel primo caso ha affiancato la propria neonata linea I dentini a quella dei noti Piccolini Barilla, nel secondo il famigerato biscotto Plasmon che si scioglie nel biberon semplicemente con uno scossone alle Macine del Mulino Bianco (marchio di proprietà Barilla). Il punto è che sulla scorta di analisi aziendali private, quindi non sponsorizzate da alcun istituto nazionale, sostiene che i prodotti Barilla sono ingannevoli in quanto conterrebbero tracce di pesticidi altamente superiori al limite consentito per legge per la fascia d’età consacrata alla prima infanzia (dallo svezzamento ai 3 anni) mentre i corrispettivi Plasmon I(tutelati dalle cosiddette Oasi) ne sarebbero privi. Il bello è che alla fine della fiera sarebbero le mamme italiane a non aver capito bene con chi avrebbero a che fare e quindi a scegliere in maniera grossolana.
La replica di Barilla non si è fatta attendere. Si tratterebbe di pubblicità ingannevole, in quanto mette a confronto due prodotti spuri: i Piccolini Barilla sono una linea studiata per i bambini, ma dai 3 anni in su (come giustamente appare anche nel disclaimer del sito dedicato), mentre i Dentini Plasmon sono un prodotto pensato per bambini a partire dai 10 mesi. Stessi argomenti per quanto riguarda i biscotti (avete mai dato una Macina in mano ad un bambino di sei mesi? Io no, personalmente parlando).
Allora, secondo il mio modesto parere, questa caduta di stile la Plasmon avrebbe potuto anche risparmiarsela.
Nessuno mette in discussione la bontà, la genuinità ecc ecc dei loro biscotti, che guarda caso sono sempre al top in mano al poppante di turno (non nel biberon, almeno a casa mia, perché dato che allatto moooolto a lungo, questo tipo di attrezzo compare poco). Anche se Esselunga produce dei biscotti per svezzamento niente male a giudicare dal gradimento dei miei figli (e anche dal punto di vista delle mie tasche).
Niente da ridire neanche sulla linea “fashion” delle pastine, a parte il prezzo: lunedì ero nel reparto poppanti dell’Iper, proprio quello nei pressi della farmacia, e mi è capitata a tiro la confezione degli Animali della Fattoria Plasmon. L’ho messa nel carrello nonostante in questo momento il mio bambino più piccolo abbia già tre anni, giusto per giocare un po’ a tavola, e per sperare che sia più resistente della Ecor che mi spiace ma si sfascia tutta in cottura nonostante sia bio e di grano duro (non ho gran simpatia per i prodotti bio, nonostante si tenti in vari modi di tirarmi dentro la faccenda: lo ammetto): la Plasmon, per inciso, è un mix di farine di grano tenero e di grano duro (ma come? la pasta italiana essiccata non dovrebbe essere unicamente di grano duro?).
Comunque, dicevo, l’ho messa nel carrello e la proverò quanto prima. Certo, dovrà essere ottima, fantasmagorica, visto che costa la bellezza di 1 euro e 99 centesimi il pacco da 340 grammi. Speriamo.
Fatto sta che i miei figli impazziscono per i Piccolini Barilla. In estate per le insalatine e in inverno anche solo per la pasta lessata e condita con olio e grana, tanto è buona di sapore. In particolare diventano matti per le paste colorate, quelle zucca e carote, pomodoro e carote, spinaci e zucchine (quando mai i bambini mangiano la verdura verde cotta? l’idea della Barilla è stata un’autentica meraviglia del settore). Ne butto una scatola (mezzo chilo) e con meno di due euro (adesso non ricordo con precisione ma mi pare sull’euro e 70 centesimi la confezione) mangia una famiglia numerosa intera. Sarà che io oltre alla bontà dei prodotti sono affezionata anche ai prezzi e alle promozioni, sarà che la Barilla mi è sempre piaciuta e in casa mia la scorta dei pacchi da chilo è sempre presente (poca spesa, tanta resa, poi tenuta ottima), sarà che ci sono dei formati per cui letteralmente impazzisco (le ruote sono in assoluto le miglior in commercio, le castellane sono bellissime, le orecchiette pur essendo industriali hanno un’ottima presa sui sughi tradizionali), ma io alla Barilla non rinuncio. Sarò sentimentale, sarò quel che volete, ma toglietemi la pasta Barilla e faccio lo sciopero della pasta e della pastina (sì, perché ci manca solo che la pastina che ho in casa non sia Barilla, con tutti i ditali, ditalini e ditaloni per le paste e fagioli e le creme di verdure che rifilo ai miei poppanti almeno un paio di volte la settimana: quando non si apre il rubinetto del risotto, insomma, c’è la pasta Barilla, in casa mia).
Vabbè. Scusate lo sfogo. Nel frattempo ho fatto fuori un’intera scatola di fazzoletti di carta (non per la commozione ma a causa del raffreddore che mi perseguita da una settimana intera) e di pastiglie Valda. Non sono così conciata però da non darvi la ricetta degli ultimi Piccolini che in casa hanno spopolato. Una ricetta insolita, segno che questa pasta fa veramente da traino per alcuni alimenti che in altre occasioni sarebbero forse meno graditi: non sia mai che in casa mia si mangino le lenticchie “nature”! E con questo suggerimento vi auguro un buon fine settimana.
Piccole pipe rosse dei Piccolini con ragù di pancetta e lenticchie (e crema di Philadelphia allo yogurt).
Ingredienti:
una cipollina bionda
una carotina
un gambo di sedano
due scatole di lenticchie medie
200 g di pancetta affumicata a dadini
brodo di carne
olio evo
una confezione di Philadelphia bianco allo yogurt (che bontà, ne riparleremo!)
una scatola di Minipipe Rosse Barilla dei Piccolini
Preparare innanzitutto il ragù di lenticchie facendo imbiondire la cipollina affettata finemente (se preferite, mezza e non intera, dipende se i poppanti gradiscono o meno) con il sedano e la carota a dadini in un saltapasta. Aggiungere la pancetta e rosolatela un minuto, quindi incorporare le lenticchie scolate e sciacquate, insaporite nel soffritto e bagnate con tre mestoli di brodo. Fate asciugare a fiamma dolce, senza salare, quindi stemperate gentilmente il Philadelphia amalgamando bene. Aggiungete un mestolino di brodo se dovesse risultare troppo densa.
Lessate la pasta per 5 minuti e il rimanente minuto di cottura (sei in tutto come da confezione) fatela saltare nel sugo di lenticchie. Servire in tavola fumante.













8 commenti:
Hanno imparato a farsi la guerra per fare pubblicità gratuita sui loro prodotti.
Non guardo più tanto alle loro diatribe ... tanto loro vanno avanti ugualmente e io non compero facilmente cibi che non conosco e che non ho mai comperato.
Un bacione
Mandi
Anche il mio nanetto adora i piccolini, con le verdure e senza. Ti dico anche che io li uso nei passati di verdura e nelle minestre di fagioli in quanto, avendo cottura breve, non "asciugano" la zuppa. Mi piace comparare le pubblicità, ma odio quando, a farlo, è una delle ditte interessate. Mi hanno sempre insegnato che nel commercio devi vendere bene i tuoi prodotti, non denigrare quelli degli altri per qualche vendita in più.....
Secondo me questa pubblicità sarà per Plasmon un autogol clamoroso.
Peccato, perché non riesco a capire cosa possa avere spinto un colosso del genere con una leadership indiscussa nel babyfood (0/3) a boicottare un concorrente che comunque ha lanciato e dichiaratamente la linea Piccolini non per quella fascia d'età. Qui ci sono sicuramente di mezzo interessi diversi, non mi voglio esprimere, preferisco aspettare.
@Aldarita, ma tu li fai lessare direttamente nel passato i Piccolini? Bellissima idea!
In casa nostra la tv quando è accesa è sintonizzata su Sky e non avevo visto questa pubblicità. Oppure si trova nelle riviste? Comunque non mi ero accorta di questa "guerra".
Da un po' di tempo ho cambiato marca di pasta e dopo aver mangiato per anni e anni Barilla, (Topastro mangiava spaghetti fatti a pezzi già a 8 mesi), siamo passati a una pasta che viene da Gragnano e che trovo ottima. Però non ho una cattiva opinione di Barilla. Anche Topastro adora i piccolini e sono comodi perchè cuociono in fretta. Sono d'accordo sul fatto che si tratta di prodotti diversi. Plasmon dedicato alla prima infanzia e Barilla per i bimbi grandi e adulti. Trovo che sia una pubblicità assolutamente stupida. Sai che penso? Che forse Plasmon in questo periodo non aveva nulla di interessante e particolare da pubblicizzare riguardo ai suoi prodotti e ha usato la tecnica dell'attacco al nemico per cercare di convincere la gente che i prodotti Plasmon sono meglio della concorrenza. Ma il fatto è che non si tratta di un nemico nè di concorrenza, come hai scritto tu, e quindi proprio non capisco il perchè di questa mossa. Boh!
Claudia, io non guardo la tv se non in casi rari, per cui ho appreso della querelle dai giornali e in particolare da quelli internet: infatti se vai alla home di Plasmon trovi la pubblicità comparativa e a quella di Barilla la risposta.
E' davvero qualcosa di sconcertante... ormai ne parlano tutti!
Si, ho visto le pubblicità dopo aver letto il tuo post. Hai proprio ragione: sconcertante....
Si, Laura, li cuocio nel passato proprio perchè hanno cotture brevi. Con l'altra pasta a cottura lunga preferisco cuocere a parte e unire quando è cotta.
Grazie Alda!!!
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