Torno a parlarvi di fornetto della nonna. Sarà che è tornato il sole e che ha cominciato a fare un po’ caldo, finalmente, anche a Varese – si dormiva con il golfino e le calze pesanti! – , ho deciso che il forno sta per chiudere decisamente bottega. Ci vuole assolutamente un metodo di cottura meno opprimente: e il mitico fornetto è lì per quello, no?
Ma prima, due cose.
Innanzitutto, ieri sera, tornando dal lago – ché ci siamo stati, in spiaggia, anche se al pomeriggio minacciava il temporale che poi ha fatto, a Varese, ma per fortuna non ad Angera – abbiamo visto un meraviglioso arcobaleno. Un arcobaleno intero e limpidissimo, come se ne vedono pochi. A Varese era persino doppio, ma, si sa, certe cose succedono solo a Varese
. Questo scatto l’ha fatto mio marito a Buguggiate.
Tutti si chiedono sempre come appaia l’arcobaleno, ma pochi come scompaia.
Eppure c’era stato un famoso scrittore per bambini che se ne era occupato. Pensa, e ripensa, studiando bene il caso – Rodari viveva dalle mie parti e di arcobaleni doveva vederne un bel po’ – un giorno arriva alla soluzione. Gli arcobaleni spariscono perché se li mangiano le mucche al pascolo: in particolare, lui aveva citato il caso della mucca Vah di Vipiteno – che non è proprio nel Varesotto ma non fa niente, gli arcobaleni ci sono un po’ dappertutto – che un bel giorno aveva iniziato a fare il latte colorato di blu: e dopo di lei, tutte le altre mucche del pascolo si erano messe a produrre latte di tutti i colori. Il pastore Walter non riesce più a vendere il suo latte, ovvio: chi glielo vuole comperare, un latte colorato? per fare cosa? Ma un bel giorno le mucche, tornato il sole, emettono all’unisono dei muggiti coloratissimi e nel cielo si intersecano arcobaleni di tutti i colori in un labirinto fantastico di colori. Walter capisce al volo, corre dalla sua Elsa la quale non aveva creduto al suo racconto, le chiede di sposarla. Il latte tornerà bianco, e loro andranno a spasso sull’arcobaleno.
Da “Il gioco dei quattro cantoni”, di Gianni Rodari, Einaudi Ragazzi, 1980 (postumo).
Secondo: una doverosa segnalazione. Vi ricordate quando vi avevo raccontato che non riuscivo a commentare su alcuni blog che avevano il modulo dei commenti sotto il post, nemmeno sul mio, e che avevo il mio account Google mezzo paralizzato? Le ho provate tutte. Ho cambiato il mio modulo mettendo un pop up; ho chiesto ad alcuni amici di fare altrettanto; ma chi non lo faceva, e io giustamente non posso pretendere che tutto il web si adegui a me, mi rendeva impossibile il commento sul suo blog. Ecco, da ieri mattina ho installato Google Chrome, e a parte che è… una scheggia, ma il mio account si è finalmente sbloccato su tutti i blog e riesco di nuovo a commentare e ad essere presente sulla blogosfera come un tempo (aiuto, penserete voi: era meglio prima…). In più ho notato che non devo continuamente fare il login per lavorare sul blog… insomma, non c’è paragone. E’ decisamente il browser ideale per chi scrive su Blogger.
Ora passiamo alla ricetta. E’ una di quelle cose che piacciono tanto ai bambini, l’anello di riso, e di solito lo preparo con gli stampi di silicone. Stavolta però ho voluto provare con il fornetto Versilia e devo dire che il risultato non è stato niente male. Un’idea economica per un pasto estivo di famiglia numerosa…
Corona di riso con il fornetto delle fate
500 g di riso Originario
3 uova
150 g di grana grattugiato
200 g di salame tagliato spesso o fondello di salame
(io, per la verità, ci ho messo un po’ di sfondo di salame che avevo in frigo e un po’ di salamella avanzata dalla grigliata del giorno prima)
200 g di stracchino
noce moscata
pangrattato e burro per lo stampo
Lessare molto al dente il riso. Versarlo in una terrina e mescolarlo agli altri ingredienti tranne lo stracchino. Imburrare generosamente il fornetto (anche il coperchio) e cospargerlo di pangrattato. Versare metà composto, quindi distribuirci sopra lo stracchino a pezzetti, coprire con il riso rimanente e pressare. Chiudere, iniziare la cottura per 5 minuti a fuoco allegro sul fornello del caffè, quindi terminarla (in totale un’ora) sempre sullo stesso fuoco al minimo.
(con questo post partecipo per la prima volta al venerdì del libro di homemademamma)













2 commenti:
Ciao,
ho trovato il tuo link tra i commenti di Homemademamma. Durante le sue settimane di vacanza, chi ha postato comunque una recensione per un libro, ha cercato di mettere nel proprio post gli altri blog partecipanti, così ti ho inserito alla fine del mio post.
Spero non ti dispiaccia
http://un-conventionalmom.blogspot.com/2011/07/il-venerdi-del-libro-giochiamo-allo.html
Ottima la ricetta, la proverò sicuramente, durante l'inverno il mio Versilia sta un po' a riposo, ma sarà ora di farlo tornate operativo.
Anzi! Mi fa molto piacere, Monica! E' la prima volta che partecipo, vi devo ancora conoscere bene... leggevo sempre da Stefania le sue recensioni del venerdì e così mi sono detta: una di queste volte mi aggrego. Ed eccomi qui con voi ^^
In effetti il fornetto è uno di quegli utensili che in inverno rimane un po' inutilizzato. Chissà invece una volta come sarà stato... devo fare una bella ricerca.
Ti metto subito nel blogroll e vengo a trovarti! Buona domenica
Posta un commento