mercoledì 29 dicembre 2010

Storia di un ripieno e contest in dialetto

Natale 2010 007 

La storia del mio ripieno di Natale è proprio da raccontare.

Al solito, comincio a pensarci il primo pomeriggio di vacanze scolastiche, che quest’anno cadeva di mercoledì. Avevo preso una bella lonza di maiale e un pezzo cospicuo di manzo, ma prima del dopocena non ce l’ho fatta proprio nemmeno a guardarli. Verso le nove, già cotta da un mezzo pomeriggio pappa e ciccia coi poppanti neovacanzieri, ho preso questa benedetta carne e l’ho schiaffata tutta assieme nel pentolone, con un bel tuchel di burro e un fondo di olio, perché a Natale non si guarda certo alla dieta!, e, dopo averla rosolata alla bell’e meglio, sono andata a mettere a letto i bambini. Colpo di scena: mi sono messa a ronfare sul divano pure io, e questi due benedetti arrosti me li sono dimenticati per un paio d’ore sul fornello, tant’è vero che è arrivato di corsa a girarli mio marito prima che andassero a fuoco. Comunque sia, è l’antivigilia il giorno giusto per pensare ai ravioli, per cui ero in netto anticipo sui tempi, organizzata e bionica come sempre anche nel lasciare le cose a metà con arte…

lunedì 27 dicembre 2010

Viva il Natale… finito il Natale (e per fortuna), con ricetta del pa(ta)té

Natale 2010 010

E per fortuna anche questo Natale è passato! :)

Gli ingredienti ci sono sempre tutti, e malgrado gli sforzi, e la memoria che inizia a vacillare, non riesco da diversi anni a saltarne proprio nessuno. Si comincia con il classico invito al desco natalizio che rivolgo, con due settimane in anticipo, a mia madre e mia suocera in contemporanea, e messe bene schierate l’una di fronte all’altra, in modo da non far torto a nessuna delle due, e per fare in modo che nessuna delle due si ritenga mortalmente offesa fino al Natale successivo. Come da copione parte il rifiuto categorico di mia madre, che da quarant’anni a questa parte, ossia da quando ci conosciamo, organizza i suoi personali inviti a metà novembre, per cui si vede costretta davanti ad una figlia irrimediabilmente smemorata a rammentarle che per l’anno a venire dovrà muoversi con un certo anticipo, perché ormai per quello corrente les jeux sont faits. E vabbè, cosa ci posso fare? non cambierò mai…

sabato 25 dicembre 2010

Buon Natale!

Tanti cari auguri di Buon Natale a tutti i lettori del mio blog!
A risentirci presto
La Mamma Bionica

lunedì 6 dicembre 2010

Patellologia, atto secondo

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huggies
natural fit
pannolini

Articolo sponsorizzato

E’ un po’ un periodo di cacca, anche se – in base alla fortuna linguistica del termine laetamen - ne dovrebbe conseguire una nuova era lietamente fertilizzata. Grattacapi, corse pazze, progetti che saltano; e poi visite fuori programma dal dentista ed elettrodomestici che si guastano nei momenti migliori: perché, come mi è già capitato di raccontarvi, una mamma bionica ha anche da revisionare le periferiche, di tanto in tanto… e intant che ‘l ghè, tucc ca voeurun danée (e intanto che ci siamo, tutti che chiedono soldi).

Questo giovedì, a pranzo – capita spesso che proprio il giovedì papà sia a tavola con noi – , mentre si rimugina sui soliti argomenti triti e ritriti, improvvisamente in contemporanea suonano l’assistenza della lavastoviglie e un inaspettato corriere: da quel momento la casa si trasforma in un surreale talk show che vede come protagonisti l’allegra brigata, forchetta in pugno, il nostro amico aggiustatutto con i suoi attrezzi, il papà tornato dalla notte e con ancora in bocca il sudato boccone e la mamma come moderatrice del dibattito: materiale da tener presente per una delle prossime dirette radiofoniche, mi pare ovvio. 

Per farla breve, dal pacco del corriere saltano fuori una confezione di patelli Huggies Natural Fit carinamente impreziositi da un fiocco rosa (!) e una scatola di latta. Piove sul bagnato, insomma, a ricordarmi che è un periodo di cacca? Oppure si tratta della Dea bendata che ci preannuncia l’arrivo (a dire il vero non previsto…) di una nuova sorellina? Ma no! Nel pacco è inclusa una lettera in cui Maria, la mia referente della Promodigital (l’agenzia di promozioni per la quale collaboro con qualche articolo di tanto in tanto) mi saluta ricordandomi del pezzo che devo scrivere. Giuro, nel trambusto di questi giorni me ne ero completamente dimenticata. - Ma come, porta ancora i patelli, questo maialino? – Il nostro amico opinionista si lancia in una dissertazione pedagogica sull’opportunità di togliere il patello entro il secondo anno del poppante: sua figlia a 18 mesi non sapeva nemmeno più cos’era, un pannolino. Agostino lo guarda storto: più che dai discorsi impegnati, è attratto dagli attrezzi del mestiere. – Guarda che se vuoi fare Menny Aggiustatutto devi darci dentro: incomincia a fare la pipì nel vasino anziché nel pannolino – incalza Menny, mentre il trucido Agostino gli propone uno scambio con i suoi cacciaviti giocattolo e si mette a trafficare nella valigia magica.

La lavastoviglie ha poco o niente, giusto una questione di filtri e di pulizia ordinaria; in compenso abbiamo la straordinaria fortuna di partecipare, e comodamente a casa nostra, ad una lezione magistrale sulle diverse marche di patelli in commercio in Italia e pure in Svizzera. A me personalmente tocca, sul più bello, avvertita dal caratteristico segnale olfattivo, l’onore (o meglio, l’odore…) della dimostrazione pratica di utilizzo. :)

I Natural Fit sono una nuovissima linea di Pannolini Huggies disponibile nelle 3 taglie (da 4 a 6, secondo il peso del bambino) da “lattante podista” :). Personalmente li trovo di grande vestibilità, rispetto alla media dei patelli-mutandina, che sono sempre un po’ troppo ingombranti e tondeggianti. Questi patelli sono una buona soluzione di compromesso: hanno il pregio di unire la leggerezza e la praticità dell’aggancio a strappo tipico del patello ad una forma sagomata (con fascia superiore a nido d’ape) che ricorda più una prima mutandina che un patello vero e proprio. Sono inoltre molto contenitivi anche ai lati (grazie ad un arricciamento strategico) e poi, esteticamente, sono piacevoli, perché recano ognuno una stampa diversa di Winnie The Pooh, e già che ci siamo la mia confezione era sul tema del verdolino :). Insomma, sembrano fatti apposta per cominciare ad insegnare al poppante l’uso dello slippino.

In ultimo, vi faccio sorridere un po’. Non vi ho ancora detto cosa c’era nella scatola di latta! Senza pensarci troppo su, e soprattutto senza leggere l’etichetta (cosa deplorevole, lo so… tipica di mamma che non ha tempo da perdere in convenevoli), tiro la linguetta e salta fuori tutto un truciolato strano. Mio marito sogghigna assieme all’opinionista: oltre ai patelli, ti hanno mandato in omaggio un ripieno liofilizzato :). E il bello è che ci era pure andato vicino! Sapete infatti cos’era? Sempre materiale organico :), e sempre “ripieno”: semini di cotone da piantare in primavera, perché questi patelli sono fatti di cotone biologico addizionato di vitamina E!

Alla prossima puntata (confidando sulla fortuna che dovrebbe essere stata concimata a dovere…)

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