Buon pomeriggio a tutti!
Vi sto scrivendo dalla spiaggia, mollemente adagiata sulla mia sdraietta nuova, il maritino impegnato in una delle sue immersioni lacustri (dice che si vedono pesciolini e molluschi straordinari, lì sotto) e quattro su cinque poppanti alle prese con secchielli, palette, formine, innaffiatoi, sabbia e versacci da far concorrenza a delle scimmie urlatrici. In acqua con papà c’è la mia sirenetta personale, Carolina, che mi sta salutando e chiede: Ma quando tiri fuori il computer, mamma?”
Ha ragione! Prima di uscire di casa le ho raccontato della promessa che vi ho fatto ieri, il quizzettino sulla frittata, insomma… ma sì, un quiz letterario, tanto per chiacchierare ancora un pochino di libri, e suggerirvi magari una lettura per l’estate, di quelle belle e che non tramontano mai, di quelle che piacciono a me, insomma, per non parlare sempre e solo di libri per bambini… e noi mamme, chi siamo? :)
Di cosa si tratta, me lo dovrete dire voi. Adesso io vi cito due passi di questo libro, abbreviando alla sola iniziale i nomi dei protagonisti (sarebbe troppo facile, altrimenti…). Vi do una dritta: è uno dei romanzi più celebri della prima metà del secolo scorso. Di più non posso dirvi, sarebbe troppo facile ;). Dunque, fate bene attenzione alle due scene e vediamo se avete una buona memoria :). A proposito, non pensiate che la mia sia così prodigiosa da arrivare a snocciolare pagine intere di letteratura italiana senza batter ciglio: semplicemente, ehehe, mi sono portata il libro in spiaggia, e visto che c’è un bel venticello, come segnalibro sto usando un sasso poroso regalatomi da Agostino pochi minuti fa…
«P. era corso a svegliare il contadino per farsi dare, a nome delle padrone, due ruote di pane e le uova, se in casa non ce n’erano tante da poter bastare, e quando ritornava coi pani sotto le braccia, portavano lui in trionfo per il salotto, lo depositavano in mezzo alla tavola improvvisandogli un’ovazione con discorso, e invitandolo a rispondere, e applaudendolo quasi avesse parlato già. E non appena gli era possibile, come un leprotto saltava giù per correre in cucina a levar l’olio ai fiaschi; e quando ricompariva coi fiaschi, uno per braccio, e si accingeva a distribuirli sulla mensa, lo accoglieva un grido che si sarebbe sentito da Firenze.
R. Frugava in dispensa per scovare qualche cosetta che potesse servire a stuzzicare i denti nell’attesa, un po’ di frittata, due o tre polpettine avanzate. Quindi arrivava N. con un immenso vassoio pieno di prosciutto e salame affettato. Era lo scatenarsi del temporale. E mentre la comitiva si buttava su quella provvidenza, nell’abbassamento del rumore prodotto dall’occupazione delle bocche, dalla cucina si apriva un varco il rumore della paletta: N. accendeva il fuoco e preparava una frittata con quante uova aveva potuto racimolare. E non appena spolverato il prosciutto e il salame, in un tempo rapidissimo, e il frastuono risaliva a grado a grado per la disponibilità delle bocche, incominciavano ad alzarsi per correre in cucina dove la frittata prendeva un bel colore dorato. La povera serva doveva divincolarsi ancora un poco per arrivare in fondo alla sua missione: “benedetta gioventù!” e ritornavano nel salotto ad annunziare il nuovo arrivo. I malnati avrebbero divorato i sassi a quell’ora quasi mattinale. Mangiavano come lupi, e non era possibile neppure servirli in regola tanto erano impazienti e turbolenti. Si rubavano la roba dal piatto e nella lotta ne buttavano in terra, il salotto diventava un porcile. Non rimaneva in casa né un uovo né una briciola di pane, né il più piccolo rimasuglio di quello che fosse mangiabile.»
Ma il nostro Autore sembra proprio aver la passione delle frittate. Leggete un po’ qui:
«-Eccola-, disse N. presentando la contadina alle sorelle, -eccola qui.- E mentre loro incominciavano a discutere, a cercare e sfogliare modelli, disegni e figurini, nella cucina già si sentiva rumor di vita dove si era fatto a poco a poco silenzio di morte. E quando la Rosina partì, dopo aver stabilito con le M. quanto bisognava fare, N. si presentò sorridendo e chiamandole a tavola dove le aspettava una bella frittata con le salsicce. »
Adesso passo e chiudo e ci risentiamo domani, perché mi stanno richiamando all’ordine (Agostino mi ha appena tirato una secchiata di sabbia sulla sdraio!)… stasera si cena ad una festa in riva al lago!













3 commenti:
Ciao Laura come stai?
Anche io sono in vacanza, adesso non sono in riva al mare ma a casa a circa un centinaio di metri dal mare, ho staccato un po la spina da tutti gli impegni per dedicarmi alla famiglia, bellissimo la grafica del tuo blog, i bimbi vedo sono sempre in piena forma e anche tu, è sempre un piacere leggere il tuo blog, per il quiz non vorrei sbagliarmi ma sembra il romanzo di Palazzeschi " Le sorelle Materassi" un bacio
Grandissima, Carmen! Sono proprio Le sorelle Materassi!
Un romanzo profondissimo, a tratti tragicomico; veramente da consigliare.
Qui va tutto benone. Sai, coi bambini a casa si fa quel che si può, però almeno me li godo dalla mattina alla sera (e combinano tanti di quei guai!)
Carmen, ti abbraccio fortissimo!
(p.s. ho una cafettiera intera di caffé in frigo... cosa ne faccio??? urge idea!)
p.s. ti capisco!!!!
(porto il pc con me...)
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