Leggendo questo post de L'Antro dell'Alchimista sulla frittata che non si gira (mitica Laura!) mi sono venute in mente diverse cose che non vi ho ancora raccontato!
La prima ve la racconto oggi pomeriggio, che c’è vento forte, e non siamo proprio usciti di casa. Sapete, in spiaggia al lago il sabato e la domenica è proprio difficile riuscire a trovare un posticino. Poi a me il vento fa venire mal di testa, e non si è nemmeno andati per boschi. Ho impastato la pizza, mi sono messa a fare un braccialetto di cotone annodato per Enrico (lo ha voluto nerazzurro, ovviamente) e, già che c’ero, mi sono messa a scrivere due righe.
Il fatto è che ho letto un libro troppo simpatico, dove si parla appunto di una frittata enorme che sta per bruciare perché il cuoco non riesce a girarla, e finalmente ho l’occasione per raccontarvelo! Ne ho parlato anche in radio qualche puntata fa, e ne è sortita fra l’altro la discussione su quale fosse la pentola più grande del mondo... Bene, Ilaria ci ha raccontato che da qualche anno è entrata nel Guinness dei primati un’enorme casseula fatta ad Ossona (nel magentino), il cui recipiente gira per sagre e feste e pare sia arrivato recentemente per un risotto di proporzioni pantagrueliche ad Albizzate, praticamente dietro casa mia. Ci aiutate a seguire il percorso di questa pentola (foto gentilmente offerta da Ilaria), magari con qualche foto? Sarò lieta di pubblicare le notizie sul blog!
Ma torniamo al nostro libro. L’ho scovato, come spesso mi succede con una buona dose di fortuna, alla biblioteca dei ragazzi di Varese –dove puntualmente faccio tappa con le mie due signorine al sabato mattina: piccola concessione tutta al femminile e guai a chi ce la tocca! Si intitola semplicemente “Storie da mangiare” ed è stato scritto a quattro mani dai torinesi Guido Quarzo (di cui vi dovrò parlare nuovamente) e Anna Vivarelli. Edito da Le rane Interlinea, una collana per bambini che vanta un catalogo con titoli ed autori di tutto rispetto (ad esempio il Ragioniere-pesce del Cusio, di Gianni Rodari), è adatto a piccoli lettori a partire dai sette anni (i caratteri leggermente ingranditi, di 2 mm, sono tipicamente scolastici) ed è illustrato a piene pagine; in copertina campeggia un’enorme frittata che avvolge il suo cuoco. E qui viene il bello!
La prima delle tre storie –tutte da mangiare- che compongono il volume riguarda appunto un cuoco di un ristorante di mare, che, terminato il turno, finalmente si accinge a prepararsi qualcosa da mettere sotto i denti. Decide di farsi una frittata: ma siccome la fame è tanta, prende la padella più larga che trova, e, per riempirla tutta, rompe tutte le uova che gli capitano sottomano, risparmiando solo un ovetto per non farsi venire troppi scrupoli di coscienza. Sempre più affamato, alla vista di tutta quella bontà che trabocca dal recipiente si fa prendere leggermente la mano… e abbonda con gli ingredienti: pesciolini, formaggio, funghetti e chi più ne ha, più ne metta.
La frittata è finalmente sul fuoco, e per le vie della città oramai immersa nel sonno si diffonde un profumino delizioso che ha il potere di risvegliare l’appetito anche nei sogni. La gente si riversa per le strade, in cerca della frittata che sta friggendo. Ma il cuoco è in difficoltà: la frittata è tanto grande, e il padellone così pesante che da solo non ce la fa a girarla. Per fortuna gli verranno in soccorso i tre istruttori di una palestra, già richiamati sotto le finestre del ristorante dal profumino della frittata; e il racconto si chiuderà allegramente con una grande abbuffata notturna alla quale partecipa la città intera, fra canti, balli, frittata, pane, salame e parole.
Storie da mangiare
Guido Quarzo – Anna Vivarelli
Illustrazioni di Andrea Astuto
Le rane Intelinea
7,75 euro
stampato su carta ecologica Favini ricavata dalle alghe
Già che siamo in tema di libri, a me questa frittatona me ne ha fatta venire in mente un’altra immortalata in uno dei romanzi più belli del Novecento, ma ve ne parlo domani… Facciamo così: passo alla mia ricetta e intanto medito un quiz letterario, eheheh! State in campana!
La mia frittata
Tutto questo parlar di frittate e nemmeno la mia, dico la mia ricetta?
Nella frittata, ecco, io metto quel che mi capita, soprattutto se sono avanzi. Ecco, in questa ho infilato dei ritagli di salamelle e di spiedini della grigliata della sera prima. Mica si butta tanto ben di Dio, si ricicla! Tra l’altro è anche una ricetta tradizionale delle mie parti (e anche di tutto il contado milanese): si chiama frittata rognosa (ve ne avevo già parlato in un post sul Carnevale).
Vi dico la verità: preferisco farla al forno e farcirla a più non posso; però con questo caldo il forno proprio non lo voglio accendere, e così ben venga la frittata sul gas. La giro sul coperchio, gridando il meno possibile se mi cola l’olio sul polso… dai, dopo un po’ ci si fa l’abitudine! No, la verità è che, dopo aver fatto formare la crosticina a fuoco allegro, alzando spesso la parte già cotta per far scivolare sotto l’uovo non ancora rappreso, abbasso la fiamma e incoperchio, così si cuoce un po’ anche sopra, e solo dopo qualche minuto giro. Mi riesce sempre piuttosto bene!
Anche in questo caso, essendo la frittata molto energetica, la abbino ad una pasta fredda per farne un coloratissimo piatto unico e solitamente in questa versione piace proprio a tutti.













3 commenti:
sembra strepitosa!! te la rubo=)
dai un occhio se ti va a
www.modemuffins.blogspot.com
per un post un po' alternativo=)
bacioni
sembra strepitosa!! te la rubo=)
dai un occhio se ti va a
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per un post un po' alternativo=)
bacioni
Ehi, grazie mille! Incuriosita, sono appena venuta a farvi visita: siete bravissime e bellissime. Oggi, quando arriverò coi poppanti in spiaggia, vi saluteremo dall'altra parte del lago! :)
Mi raccomando: rimanete collegate. Entro sera arriva un quizzone letterario sulla frittata ;)
Un caro saluto, a presto
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