Come sapete, la questione dei parchi pubblici, che siano varesini o provinciali, mi sta particolarmente a cuore. Su questo blog mi sono spesso occupata di quelli che, tecnicamente, vengono chiamati “aree verdi cittadine”; in particolare la mia attenzione si è fermata a più riprese sulla situazione degradata del Parco Molina di Biumo Inferiore, il quartiere semicentrale di Varese nel quale vivo. Potete quindi immaginare la mia sorpresa quando, ieri mattina, mentre tornavo a casa dopo aver accompagnato i bambini a scuola mi sono accorta della presenza di un cantiere nel giardino pubblico rionale. Da qui l’idea di contattare i responsabili del progetto per saperne di più, ossia la dottoressa Ilaria Merìco, agronomo dell’Area Verde del Comune di Varese: ed ecco in sintesi, dopo averla intervistata, cosa bolle in pentola.
Quello del Parco Molina, mi ha spiegato la dottoressa Merico, in realtà è solo un capitolo del più ampio intervento di riqualificazione delle aree verdi pertinenti alla Circoscrizione n°5 di Varese: si stanno infatti contemporaneamente aprendo i cantieri nel parco di Via Pergine a San Fermo, in quello di piazzale Don Gabbani in Valle Olona, nell’area verde del Centro Grilli di San Fermo e, finalmente, dopo anni di contese, nel Parco Molina di Via Brunico. Un’operazione complessa, quindi, finanziata dalla Circoscrizione n°5, che ha stanziato un totale di 27.000.000 euro (più iva) per risanare queste aree su diversi fronti.
Ma vediamo nel dettaglio cosa verrà realizzato nel Parco Molina. Si provvederà a posizionare due nuove panchine, due nuovi cestini per la spazzatura, un paio di nuovi giochi in acciaio per i piccoli (quelli che vedete in foto) e una doppia altalena a cestello, ossia un’altalena adatta ai più piccoli, munita di protezione, che rimpiazzerà quella già esistente e pericolante. Per inciso, una singola altalena con protezione era già stata presente anni fa nel parco (ci giocavano i miei figli), ma era stata praticamente demolita da atti vandalici. E il problema principale di questo giardino pubblico, purtroppo, è proprio il vandalismo, cosa che si potrebbe in gran parte arginare con una chiusura serale dello stesso – cosa che avviene regolarmente negli altri parchi pubblici cittadini -: una domanda da porre in altra sede, perché non di competenza diretta, ovviamente, del settore Area Verde. Il quale, però, ci rincuora su altre faccende, come ad esempio quella delle altre altalene già presenti all’inizio del parco, che verranno sistemate, raschiate e tinteggiate ed ancorate saldamente al terreno mediante una pedana.
Anche sulla temibile scarpata su via Postumia, oggetto di angoscia di tante mamme e nonne, saranno condotti dei lavori di recupero. Verrà infatti realizzata una scalinata ligneo-lapidea (con pedata in beola) dotata di corrimano in legno, che sostituirà la fatiscente rampa che attualmente collega il parco con la via sottostante, mentre la staccionata (parzialmente divelta e periodicamente danneggiata da delinquenti) verrà totalmente rimossa e non sostituita; al suo posto, al contrario, si provvederà a modellare e livellare la scarpata allo scopo di renderla meno rischiosa per l’incolumità dei frequentatori dello spazio pubblico.
Su quest’ultimo punto in particolare si prevede battaglia: gioverà ricordare che lo strapiombo sul quale si affaccia il lato destro del parco, affiancato da un percorso in asfalto sul quale si rincorrono quotidianamente bambini in triciclo, biciclettine e pattini a rotelle, attualmente è davvero molto pericoloso.
In ultimo, i lavori sono già iniziati per tutte le aree, ed i tempi previsti per la loro realizzazione e conclusione sono brevi: un paio di settimane, tre al massimo, e dovremmo avere quattro parchi pubblici nuovi di zecca.






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