

E’ la prima volta che partecipo a “Mi illumino di meno”, la giornata del risparmio energetico promossa dal programma radiofonico Caterpillar di Rai Radio 2. Veramente è proprio la prima volta che partecipo ad un’iniziativa di questo tipo, ma visto che ieri sera ho spedito tutti in piscina tranne Agostino (la mia regia personale) ho potuto mettermi d’impegno anch’io per diffondere il messaggio: ma il mio è un messaggio combinato, come vedete dai loghi che vi presento.
Veniamo alla prima iniziativa. In pratica alle 18 di ieri sera si sono spente le luci degli ascoltatori di Caterpillar in un gesto corale simbolico che intende abbracciare tutto il mondo. Per la verità, guardando dal mio balcone vedevo molte finestre illuminate, però molte altre erano al buio, diciamo un settanta epr cento, segno che a Biumo di Varese in tanti ascoltano il programma.
Se anche è vero che la maggior parte dei consumi energetici è attribuibile alle grandi industrie del pianeta, e che ci sono elettrodomestici di cui è ormai è difficile fare a meno, si può sempre tentare di ridurre gli sprechi per un rispetto congiunto verso l’ambiente e verso se stessi. Risparmiare, e non solo l’energia elettrica, magari usufruendo delle tariffe più convenienti oppure ottimizzando i cicli degli elettrodomestici, è un gesto che implica autocontrollo, senso della disciplina e che fa guadagnare anche tempo prezioso per le attività più importanti.
In questo senso ho partecipato a “Mi illumino di meno”. E idealmente offro una delle mie ricette con il fornetto, con cui preparo dolci e pani senza utilizzare altro che il gas, ed un’unica scintilla di luce per l’accensione. La mia scintilla per voi.
Pan gialdin nel fornetto
Il pan gialdin è un pane tipico del varesotto. Si faceva tradizionalmente in forme grosse, e siccome la farina di mais rende l’impasto piuttosto molle, per dargli la forma prima di metterlo in cottura lo si faceva girare due o tre volte in una ciotola ben infarinata. Io l’ho reinterpretato e gli ho dato una forma a ciambella facendolo lievitare nel fornetto, che gli dà una fragranza antica.
La mia ricetta è a impasto diretto.
250 g di farina 0 e 150 di farina 00
100 g di farina fioretto di mais
85 g di patate lesse (una patata da circa 100 g cruda, grande come un piccolo pugno, una volta lessata e pelata)
30 g di strutto
275 ml di acqua del rubinetto, tiepida
due cucchiaini di miele –usate quello che avete in casa: il mio era d’acacia, delicatissimo, ma se ne avete uno più aromatico il pane sarà molto più particolare
3,5 g di lievito di birra granulare (mezza bustina)
6 g di sale fino
Prima di tutto frullate la patata lessa (o messa al microonde per sei minuti alla potenza massima, avvolta in carta forno) con l’acqua tiepida.
Impastate a lungo gli ingredienti, facendo la fontana oppure, meglio ancora, in impastatrice.
La velocità sarà bassa, al massimo la seconda, perché la maglia glutinica non deve stracciarsi.
Dovete ottenere un impasto liscio, anche se risulterà un poco appiccicoso: va bene così.
Oliate una ciotola capiente e fatevi lievitare l’impasto sino al raddoppio, per circa un’ora e mezza, coperto con una pellicola, in forno tiepido.
Una volta ottenuta questa prima lievitazione, il pane va leggermente aperto sul piano infarinato, arrotolato su se stesso ad imitazione del folding(le pieghe che imprigionano aria nel pane) e inserito nel fornetto ben imburrato ed infarinato anche sul coperchio. Va rimesso, incoperchiato, in forno tiepido a lievitare una seconda volta, fino a che l’impasto non raggiunge la sommità del fornetto.
La cottura avviene nel solito modo: tre minuti a fornello alto (quello del caffè), tre quarti d’ora a fornello medio e l’ultimo quarto d’ora, per dorare bene la superficie, a fornello di nuovo bassissimo.
Veniamo alla prima iniziativa. In pratica alle 18 di ieri sera si sono spente le luci degli ascoltatori di Caterpillar in un gesto corale simbolico che intende abbracciare tutto il mondo. Per la verità, guardando dal mio balcone vedevo molte finestre illuminate, però molte altre erano al buio, diciamo un settanta epr cento, segno che a Biumo di Varese in tanti ascoltano il programma.
Se anche è vero che la maggior parte dei consumi energetici è attribuibile alle grandi industrie del pianeta, e che ci sono elettrodomestici di cui è ormai è difficile fare a meno, si può sempre tentare di ridurre gli sprechi per un rispetto congiunto verso l’ambiente e verso se stessi. Risparmiare, e non solo l’energia elettrica, magari usufruendo delle tariffe più convenienti oppure ottimizzando i cicli degli elettrodomestici, è un gesto che implica autocontrollo, senso della disciplina e che fa guadagnare anche tempo prezioso per le attività più importanti.
In questo senso ho partecipato a “Mi illumino di meno”. E idealmente offro una delle mie ricette con il fornetto, con cui preparo dolci e pani senza utilizzare altro che il gas, ed un’unica scintilla di luce per l’accensione. La mia scintilla per voi.
Pan gialdin nel fornetto
Il pan gialdin è un pane tipico del varesotto. Si faceva tradizionalmente in forme grosse, e siccome la farina di mais rende l’impasto piuttosto molle, per dargli la forma prima di metterlo in cottura lo si faceva girare due o tre volte in una ciotola ben infarinata. Io l’ho reinterpretato e gli ho dato una forma a ciambella facendolo lievitare nel fornetto, che gli dà una fragranza antica.
La mia ricetta è a impasto diretto.
250 g di farina 0 e 150 di farina 00
100 g di farina fioretto di mais
85 g di patate lesse (una patata da circa 100 g cruda, grande come un piccolo pugno, una volta lessata e pelata)
30 g di strutto
275 ml di acqua del rubinetto, tiepida
due cucchiaini di miele –usate quello che avete in casa: il mio era d’acacia, delicatissimo, ma se ne avete uno più aromatico il pane sarà molto più particolare
3,5 g di lievito di birra granulare (mezza bustina)
6 g di sale fino
Prima di tutto frullate la patata lessa (o messa al microonde per sei minuti alla potenza massima, avvolta in carta forno) con l’acqua tiepida.
Impastate a lungo gli ingredienti, facendo la fontana oppure, meglio ancora, in impastatrice.
La velocità sarà bassa, al massimo la seconda, perché la maglia glutinica non deve stracciarsi.
Dovete ottenere un impasto liscio, anche se risulterà un poco appiccicoso: va bene così.
Oliate una ciotola capiente e fatevi lievitare l’impasto sino al raddoppio, per circa un’ora e mezza, coperto con una pellicola, in forno tiepido.
Una volta ottenuta questa prima lievitazione, il pane va leggermente aperto sul piano infarinato, arrotolato su se stesso ad imitazione del folding(le pieghe che imprigionano aria nel pane) e inserito nel fornetto ben imburrato ed infarinato anche sul coperchio. Va rimesso, incoperchiato, in forno tiepido a lievitare una seconda volta, fino a che l’impasto non raggiunge la sommità del fornetto.
La cottura avviene nel solito modo: tre minuti a fornello alto (quello del caffè), tre quarti d’ora a fornello medio e l’ultimo quarto d’ora, per dorare bene la superficie, a fornello di nuovo bassissimo.
La seconda iniziativa, tutta varesina, porta il nome di Da oggi il cielo è un po' più buio.
E' promossa da Astrogeo, il sito del Centro Geofisico Prealpino diretto da Salvatore Furia. Si tratta di sensibilizzare il cittadino sul risparmio energetico per arginare il fenomeno dell'inquinamento luminoso. La notte ci sono troppe luci accese, in città e non solo.
Se i monumenti venissero spenti ad esempio tutte le notti e non solo questa di Caterpillar, risparmieremmo moltissima energia elettrica e anche potremmo goderci il meraviglioso cielo stellato.
E' promossa da Astrogeo, il sito del Centro Geofisico Prealpino diretto da Salvatore Furia. Si tratta di sensibilizzare il cittadino sul risparmio energetico per arginare il fenomeno dell'inquinamento luminoso. La notte ci sono troppe luci accese, in città e non solo.
Se i monumenti venissero spenti ad esempio tutte le notti e non solo questa di Caterpillar, risparmieremmo moltissima energia elettrica e anche potremmo goderci il meraviglioso cielo stellato.













1 commenti:
Anch'io ho partecipato a quest'iniziativa, non perchè sono un'ascoltatrice di quella trasmissione, ma perchè un'amica in un blog lo ha ricordato. Sono d'accordo con te, il risparmio energetico dovrebbe essere un modo di vita non un'occasione una volta all'anno. Penso che anche per i comuni, spegnere un lampione ogni altro comporterebbe un grosso risparmio e gli utenti non avrebbero disagi... Nel nostro piccolo possiamo comunque fare molto, se tutte risparmiamo un po' e insegnamo questa politica ai nostri figli, penso che il risultato sarebbe immediato. Buon fine settimana
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