La dolce Mammazan, che sforna focacce deliziose, mi aveva chiesto qualche giorno fa di parlarle del fornetto estense; detto fatto, ho pensato di dedicarle un intero post su quella che io considero una pentola fatata .
Come ho già avuto modo di raccontare, è una pentola di alluminio fatta a forma di ciambella e che cuoce le torte sul gas anziché in forno. E’ molto economica, non solo perché costa poco (circa 12 euro quella da 26 cm) ma anche perché non consuma energia elettrica (il gas è moolto più economico!). Ha anche un altro vantaggio rispetto al forno, e cioè che rende possibile la realizzazione di torte in estate senza sudare sette camicie. Inoltre sforna delle ciambelle sofficissime e non solo: pani e focacce caserecci acquistano una fragranza tutta speciale e poi diciamocelo: sono proprio belli a vedersi!


Come ho già avuto modo di raccontare, è una pentola di alluminio fatta a forma di ciambella e che cuoce le torte sul gas anziché in forno. E’ molto economica, non solo perché costa poco (circa 12 euro quella da 26 cm) ma anche perché non consuma energia elettrica (il gas è moolto più economico!). Ha anche un altro vantaggio rispetto al forno, e cioè che rende possibile la realizzazione di torte in estate senza sudare sette camicie. Inoltre sforna delle ciambelle sofficissime e non solo: pani e focacce caserecci acquistano una fragranza tutta speciale e poi diciamocelo: sono proprio belli a vedersi!
Questa pentola, la cui storia si perde un po' nella leggenda, era un alleato nella cucina delle nostre nonne, perché era il forno di chi... non aveva il forno, appunto. Un gioco di parole per dire che una volta il forno elettrico, ma anche quello a gas e persino quello a legna in cortile non era prerogativa di tutti e allora per cuocere pani , focacce e buone torte si ricorreva all'immancabile fornetto di campagna. Era chiamato così perché spesso lo si teneva nelle case del contado, che appunto non avevano il forno: infatti i ricettari del primo Novecento che parlano di forno di campagna alludono appunto a questo fornetto da gas, che si compone di un coperchio con dei fori come sfiatatoi, di un corpo fatto a ciambella dotato di due manici e di uno spargifiamma.
Ma perché è conosciuto come fornetto estense? Semplice: perché tradizionalmente era prodotto in esclusiva da un'acciaieria della città di Ferrara. Per questo quando ne ho parlato in radio l'ho chiamato "il fornetto padano". Però dovete sapere che un tempo era diffusissimo, e si può dire che abbia fatto la storia della cucina della Penisola intera.
Da qualche anno, però, la ditta di Ferrara che da sempre lo produceva ha chiuso i battenti e le ultime pentole fornetto sono state forgiate dalla storica ditta bergamasca Agnelli.
La pentola va sempre accuratamente imburrata dentro e, preferibilmente, anche sul coperchio. C’è chi non imburra quest’ultimo, ma io lo faccio perché così il burro cola col calore e dà un saporino sulla ciambella che è proprio la peculiarità della cottura nel fornetto. Come si suol dire, fate vobis.
La cottura deve seguire delle regole scrupolosissime perché purtroppo è facile bruciare l’interno del dolce. Innanzitutto si posa lo spargifiamma sul fornello del caffè, quello più piccolo per intenderci, con la parte concava rivolta verso l’alto. Vi si appoggia sopra la pentola chiusa e si accende il fornello per quattro minuti alla potenza massima: così la pentola prende il calore. Si abbassa la fiamma a metà e si prosegue per un’ora circa la cottura: però a circa tre quarti d’ora si abbassa al minimo la fiamma, ma proprio al minimo, per far terminare la cottura sopra e per non rischiare di far bruciare l’interno della torta. Attenzione che basta davvero poco per ritrovarsi la ciambella mezza carbonizzata! Per vedere se la cottura è terminata si può fare la prova stecchino con uno spiedino lungo puntandolo nei fori del coperchio.
Un’altra accortezza è quella di non esporre mai la pentola in cottura alle correnti d’aria, pena sfornare una ciambella mezza seduta.
Per sfornare, appunto, la ciambella si può fare così: a fuoco ovviamente spento (!) si mette un piatto capovolto sulla pentola, ben centrato, poi aiutandosi coi manici e tenendo bene anche il piatto la si gira. Sembra un’ovvietà ma la prima volta che ho girato la ciambella me la sono ritrovata sui piedi e quindi ho deciso di avvisare le profane per tempo.
Come tutto il pentolame di alluminio, nemmeno il fornetto va in lavastoviglie. E infatti il mio ha una serie di botte fatte dai lavaggi a mano che Carnera gli farebbe un baffo.
La cottura deve seguire delle regole scrupolosissime perché purtroppo è facile bruciare l’interno del dolce. Innanzitutto si posa lo spargifiamma sul fornello del caffè, quello più piccolo per intenderci, con la parte concava rivolta verso l’alto. Vi si appoggia sopra la pentola chiusa e si accende il fornello per quattro minuti alla potenza massima: così la pentola prende il calore. Si abbassa la fiamma a metà e si prosegue per un’ora circa la cottura: però a circa tre quarti d’ora si abbassa al minimo la fiamma, ma proprio al minimo, per far terminare la cottura sopra e per non rischiare di far bruciare l’interno della torta. Attenzione che basta davvero poco per ritrovarsi la ciambella mezza carbonizzata! Per vedere se la cottura è terminata si può fare la prova stecchino con uno spiedino lungo puntandolo nei fori del coperchio.
Un’altra accortezza è quella di non esporre mai la pentola in cottura alle correnti d’aria, pena sfornare una ciambella mezza seduta.
Per sfornare, appunto, la ciambella si può fare così: a fuoco ovviamente spento (!) si mette un piatto capovolto sulla pentola, ben centrato, poi aiutandosi coi manici e tenendo bene anche il piatto la si gira. Sembra un’ovvietà ma la prima volta che ho girato la ciambella me la sono ritrovata sui piedi e quindi ho deciso di avvisare le profane per tempo.
Come tutto il pentolame di alluminio, nemmeno il fornetto va in lavastoviglie. E infatti il mio ha una serie di botte fatte dai lavaggi a mano che Carnera gli farebbe un baffo.
Che aspettate, allora? Comperatelo! Ultimamente, grazie ad un revival scatenato dai blog e dai forum culinari, sta tornando aprticolarmente in auge e questa pentola fornetto sta vivendo una stagione d'oro. E' un oggetto di culto a cui ormai gli appasisonati di cucina sanno rinunciare.
Io ho diverse amiche blogger fanatiche di questa pentola: Laura, Rosetta, Maurina, Germana sono state con me le pioniere del rilancio di questa magica pentola. Andate a spulciare i loro ricettari e vi si aprirà un mondo.
Io ho diverse amiche blogger fanatiche di questa pentola: Laura, Rosetta, Maurina, Germana sono state con me le pioniere del rilancio di questa magica pentola. Andate a spulciare i loro ricettari e vi si aprirà un mondo.
Troverete anche che la chiamano Petronilla, e in effetti pure io mi ci ero messa a ingigantire l’equivoco, fino a diffonderlo in radio, sino a che in dicembre sono stata contattata proprio su questo blog dalla proprietaria del marchio Petronilla che giustamente e molto gentilmente mi ha informata sull'errore. La Petronilla in realtà è un forno elettrico e quindi è tutt’un’altra cosa. Avendo io fatto spesso confusione faccio ora pubblica ammenda e volentieri pubblico il link della vera Petronilla salutando i suoi produttori.
A questo punto, però, urge trovare un nuovo nomignolo al nostro fornetto. Cosa ne pensate? Indiciamo un sondaggio? Se vi fa piacere segnalatemi le vostre proposte e ne parleremo insieme.
Infine, una nota folcloristica delle mie: non chiedetemi se esiste un club su Facebook riservato a questo aggeggio perché io per ora non uso Facebook! Per adesso, spero mi comprenderete, non ho proprio tempo per i social network né tantomeno per i forum di cucina (ai quali poi sono proprio insofferente da un po’ di tempo). Quando mi avanza un minuto preferisco dedicarlo alla lettura, o a scrivere due righe per il blog. E ovviamente a stare finalmente in pace da sola con mio marito, quando i poppanti sono finalmente tutti a dormire!
Infine, una nota folcloristica delle mie: non chiedetemi se esiste un club su Facebook riservato a questo aggeggio perché io per ora non uso Facebook! Per adesso, spero mi comprenderete, non ho proprio tempo per i social network né tantomeno per i forum di cucina (ai quali poi sono proprio insofferente da un po’ di tempo). Quando mi avanza un minuto preferisco dedicarlo alla lettura, o a scrivere due righe per il blog. E ovviamente a stare finalmente in pace da sola con mio marito, quando i poppanti sono finalmente tutti a dormire!






16 commenti:
Nooo, questo aggeggio lo aveva mia suocera e io l'ho sempre snobbato perchè non mi dava molta fiducia... Chissà se da qualche parte lo conserva ancora, dopo la chiamo, mi è proprio venuta voglia di misurarmi con una cottura "particolare".
Aldarita, cercalo!!! E già che ci sei, fotografelo se riesci!!! Ma se ce la fai ad intervistare tua suocera, sarebbe ancora meglio!!!
Bacioni e buona domenica.
ne avevo sentito parlare e l'ho intravisto una quindicina di anni fa durante una vacanza nella casa di una signora del luogo devo informarmi se da noi si vende magari lo provo un bacio
Grazie Carmen. Se ne sai di più sugli usi tradizionali e su qualche ricetta tipica, ti prego, fammelo sapere. Un bacione anche a te
Non l'avevo mai visto questo strumento; fenomenale davvero!
Grazie Betty! Devo scoprire se lo vendono online. Vi so dire qualcosa più tardi!
Perbacco, questo post mi era sfuggito.
perchè non chiamarlo "fornetto magico"??
Si cara, fai un bel sondaggio ma ti prego di avvisarmi sul blog o per mail, in questo periodo sono molto distratta.
Un bacione
Mandi Rosetta
Rosetta, non ti preoccupare. Ti faccio sicuramente sapere, anche se non so ancora come indire il sondaggio. L'avevo già proposto in radio ma non ho avuto riscontri. Un bacio
ciao Laura, ho fatto una capatina al tuo blog e ho visto il fornetto di cui ho un bellissimo ricordo. Lo usava la mia mamma quando ero bambina (si parla di ben più di cinquant'anni fa) ed erano sempre delizie. Il ricordo più vivo è quello dei vol-au-vent. Il nostro forno era rosso e aveva all'interno una griglia a più piani che consentiva l'uso simultaneo per la cottura di più piatti. Grazie di avermi rinnovato il ricordo di anni sereni.Elvira
Grazie per avermi regalato questo bel ricordo, Elvira. Torna rpesto a trovarmi. Un bacione.
Ciao carissima Laura!
Ecco, a dire il vero l'ho usato anch'io, o almeno simile, era il forno a campana per cottura sul gas, che si acquistava negli anni settanta da PostalMarket e da Vestro, e penso anche in ferramenta o negozi.
Mi aveva deluso perché era di difficile pulitura, anneriva facilemente, e si ammaccava pure facilmente! Lo acquistai ma lo misi ben presto da parte!
Tutt'altra qualità era la p.....la, di una vicina di casa, molto anziana già allora, che la possedeva dagli anni trenta.
Era elettrica, era robusta e dotata di teglie diverse, poteva persino esserere controllata la temperatura, avendo i morsetti-spina, ricoperti di porcellana, che si toglievano dalla presa, ovvero di quattro spine se ne potevano anche usare solo due, magari nella seconda fase di cottura.
Era speciale per arrosti, torte e gnocco, il nostro tipico pane piatto ingrassato.
Ricordo che per il compleanno di mio figlio Mauro, che cade l'11 febbraio, la signora Marta gli preparava il gnocco farcito con salsiccia...e per tutta la tromba della scala olezzava di profumo irresistibile!
Grazie per questo input nella memoria che mi hai offerto!
Un abbraccio "corale" a tutti voi, amiche comprese!
Ciao!!!
Sono rimasta affascinata sia dal tuo blog che dal fornetto. Ora lo vado a cercare ma soprattutto ti metto fra i miei preferiti
Grazie e ciao
Claudia
Grazie Claudia, sei gentilissima!!!Adesso vengo a sbirciare sul tuo blog! Un bacione e allora a presto!
Ad essere piu' preciso questo non è esattamente il forno estense, ma piuttosto quello Versilia.
Qui (http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=24780 ) trovi indicazioni piu' precise circa la differenza tra i vari forni.
Su youtube trovi il video su come è il forno estense ( http://www.youtube.com/watch?v=ePH-9PofszQ&feature=player_embedded# )
Comunque ottimo blog.
Ciao Maurizio
Maurizio, ho appena visto il filmato. Grazie, adesso ho capito la differenza fra il mio Versilia e il fornetto estense! Devo dire che mi piacerebbe molto averlo. Ero rimasta affascinata dalla dicitura "estense" perché Varese è una città dove un ramo degli Este governò nei secoli passati.
Allora adesso non mi rimane che venire su Cookaround a leggere il post. Grazie ancora e a presto.
Se ti interessa il forno estense su ebay lo vendono qui vedi link ( http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=300352542688&ssPageName=STRK:MEWAX:IT )prodotto dalla ditta Agnelli.
Ciao Maurizio
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