martedì 30 dicembre 2008

Il pranzo di Natale, cappone incluso



Non vi ho ancora raccontato la mia tavola di Natale e mi sembra davvero ora di farlo. Avendo tanti bambini, non potevo pretendere che stessero tutti bene: e infatti sin da lunedì si cominciavano ad accusare i segni di un qualche virus che ci avrebbe letteralmente stesi al tappeto giusto giusto per i giorni di festa. Per farla breve, lunedì è cominciato il valzer dei pancini brutti, e uno dopo l’altro ci siamo cascati: dal più piccolo di casa – che però facendo la ciuccia rimaneva abbastanza immunizzato e se l’è cavata con un giorno di piccola svogliatezza –al più grosso, ovvero papino, nessuno è scampato alla giornata di digiuno forzato. Ad ogni modo la mamma, stoica come al solito, graziata sino al 26 escluso, aveva preparato due o tre cosine come da tradizione, in primis il cappone... Piccola noticina di folclore: al cappone di Natale tengo moltissimo, ma è solo da un paio di anni che riesco a rimetterlo in tavola visto che mia suocera mi ha sempre imposto la sua tacchinella con la scusa che ognuno a Natale porta qualcosa: per me il cappone in tavola è come fosse una bandiera di vittoria, conquistata dopo anni di sacrifici! Allora, ho letto in diversi blog che la tradizione del cappone si mantiene viva in tante zone della Padania e anche oltre, e ne sono felice. Qui a Varese l’usanza vorrebbe a rigore un risotto col brodo del cappone, che appunto noi facciamo lesso e non arrosto (come invece mia madre dice si faccia a Milano) ma comunque ripieno. L’alternativa sarebbero i classici ravioli, e infatti sono proprio questi che vanno per la maggiore il giorno di Natale a casa mia. Il risotto invece lo si rimanda a dopo il 26: noi lo abbiamo preparato con qualche giorno di ritardo, tanto il brodo si è conservato perfettamente, giallo e denso e tutto gelatinato, in frigorifero 8l'ho giusto sgrassato un pochino di ciò che affiorava in superficie).
Il cappone da un paio d’anni a questa parte, chiusa la mia polleria di fiducia in centro, lo compero all’Esselunga. Quest’anno a dire la verità erano settimane che vedevo i capponi in forte sconto sui banchi dei vari supermercati, ma il senso di comperare un cappone in sconto e infilarlo in freezer (ammesso che ci stia) per poi scongelarlo alla vigilia quale sarebbe stato? Natale viene una volta l’anno, almeno il cappone facciamolo bene, mi sono detta, visto che con la lena che mi ritrovo farò due cose in croce; e così l’ho comperato all’ultimo momento e non mi sono sbagliata (evitando quelli che ti tiravano dietro ma con testa e zampe incorporate). Un bel capponazzo che ho farcito col ripieno di Natale che mi ha insegnato mia mamma e che ogni anno viene sempre più buono, con la trita di vitello che io compero solamente nelle grandi occasioni.


Il ripieno del cappone
Salsiccia
Trita di vitello
Amaretti sbriciolati
Pistacchi
Noci
Uvette
Uovo
Grana
Noce moscata

Come al solito ne ho preparato una valanga, quindi la rimanenza è andata a finire in polpette di superlusso.

I ravioli li faccio da sempre con l’arrosto di lonza e la bologna. Di solito li preparo un paio di settimane prima e li congelo in vari piatti di plastica, man mano che li produco, ma quest’anno, per varie ragioni, mi sono ridotta alla sera della vigilia, con Gesù bambino che bussava alla porta. Li ho dimenticati nel vassoio sul tavolo e la mattina dopo erano tutti appiccicati. Purtroppo non si sono scollati bene nemmeno in cottura… ma i miei bambini non mi hanno sgridata .

Quello che mi è venuto benissimo, invece, e che ho fatto su richiesta espressa di Enrico che ne è golosissimo, è il paté di prosciutto. Lui lo adora e me lo fa rifare ad ogni occasione speciale! Quello che è particolare in questo paté è che lo “taglio” con la patata cosicché viene molto meno calorico e un poco più digeribile, specialmente per i bambini. Provatelo perché ne vale la pena.

Il paté di prosciutto



Mettete nel mixer e tritate finissimamente, alla massima velocità, per qualche minuto tutti questi ingredienti: 200 g di prosciutto cotto in trancio; 100 g di burro; 150 g di patata lessa; 3 acciughe; un cucchiaino di capperi sott’aceto. Nel frattempo avrete preparato mezzo litro di gelatina aromatizzandola con qualche goccia di succo di limone. Foderate due stampi di alluminio da mezzo litro con pellicola alimentare, facendola aderire il più possibile ai bordi senza creare troppe piegoline (vi servirà per sformare meglio il paté) e versate in ognuno di essi un dito di gelatina. Mettete gli stampi fuori dal balcone per una mezz’ora, fino a che la gelatina non si sarà solidificata. Versate in entrambi uno strato di paté di prosciutto e terminate con un ultimo strato di gelatina. Rimettete fuori dal balcone  fino al momento di servire. Io uno dei due l’ho congelato per il primo dell’anno. Allo stesso modo e con le stesse dosi, solo sostituendo il tonno col prosciutto domani per il veglione preparerò il paté di tonno, usando indifferentemente tonno sott’olio (che costa meno! –se mi legge qualcuno che mi ascolta in radio gli verrà da ridere-) o al naturale.

sabato 27 dicembre 2008

Buon Natale con il panettone di casa mia!


Buon Natale a tutti i miei amici blogger e cybernauti! Chiedo scusa per il ritardo con cui faccio e contraccambio gli auguri ma il 23 in casa è cominciato a circolare il virus dell’influenza (e se non è lei è qualcosa di molto simile!) e abbiamo trascorso la prima parte delle feste un po’ acciaccati. Anch’io, che non mi mettevo a letto da anni, ieri ho dovuto capitolare per mezza giornata. Per fortuna oggi sono di nuovo in piedi e così stamattina ho fatto la trasmissione dalla mia stanza da letto, chiacchierando per un’ora buona con Ilariamaria delle varie leggende che circolano sul panettone (ve ne parlerò magari in un altro post!) e già che c’ero dando anche la mia interpretazione casalinga del dolce natalizio più conosciuto...

L’impasto del panettone, come sapete, richiede una cura molto speciale a partire dalla preparazione del lievito naturale o lievito madre, e la sua lievitazione si protrae per un paio di giorni: io col lievito naturale, che in questi tempi non coltivo più perché è davvero troppo impegnativo per me, ho preparato solamente le colombe, con ottimi risultati per carità, mentre col panettone artigianale non mi sono mai cimentata perché lo considero un’impresa per pochi eletti. Perciò in casa mia da un paio d’anni a questa parte si prepara un panettone un po’ più rustico e veloce, col lievito di birra, che garantisce risultati più rapidi anche se probabilmente di minor pregio.

Primo impasto, detto anche biga: 200 g di farina di forza (detta Manitoba), 150 g di acqua tiepida, un cucchiaio di lievito di birra granulare
Si lavora bene, si mette il panetto morbido in una ciotola coperta da pellicola e lo si ripone in forno tiepido per un’ora.

Secondo impasto: impastare la biga con 300 g di farina sempre di forza, 100 g di burro morbido a pezzi (ma non fuso), 4 tuorli, 200 g di zucchero semolato, 120 ml di latte possibilmente intero e meglio ancora crudo frullato con una patata lessa di 100 grammi (serve per rendere l’impasto più soffice). Chi ha l’impastatrice come me (ormai è la mia fida alleata in cucina) lavorerà l’impasto per 20 minuti con il gancio e a bassa velocità (2) per non spezzare la maglia glutinica. All’inizio si presenta granuloso ma poi diventa molto liscio e anzi una volta incordato (cioè avvinghiato tutto al gancio dell’impastatrice) appare lucido: è molto importante arrivare a questa fase. Lavorarlo a mano si può, però è un po’ più faticoso per via della consistenza molto appiccicosa tipo mastice. Al limite si può usare la macchina del pane.

Si fa lievitare per un paio di ore sempre in forno tiepido e coperto da una pellicola sino al raddoppio.
Si infarina a questo punto il piano del tavolo, si rivolta l’impasto e lo si spiana un po’, si mettono al centro due pugni di uvette e altrettanti di canditi (io ho mezzo anche del cioccolato, so che non è un ingrediente tradizionale ma sapete, a Varese non può mancare il cioccolato in tavola!…) e si lavora con le mani infarinate ripiegando più volte per far incorporare bene il tutto.

Si prendono due stampi da 750 g per panettone, li si taglia a due terzi di altezza e si divide in due l’impasto. Questo ve lo dico perché io ne ho usato uno solo e un terzo buono dell'impasto mi è fuoriuscito nella lievitazione...
Si lasciano lievitare ancora per un’oretta sempre in forno tiepido fino a che non raggiungono la sommità dello stampo, si pratica una leggerissima incisione a croce sulla superficie e si cuociono a 180°C in forno statico per una mezz’ora, trascorsa la quale si coprono con dell’alluminio per non esagerare con la brunitura e si termina la cottura per un altro quarto d’ora. Si infilzano con uno stecchino da spiedi per vedere se sono cotti. Leggo di molti che li fanno raffreddare capovolti e sorretti da due aghi da calza incrociati, sospesi fra una sedia e il tavolo da cucina… con i miei non si sarebbe potuto perché l’impasto era troppo soffice e non avrebbe retto.

sabato 20 dicembre 2008

Buon Natale da Radio Padania


Nonostante oggi fosse la prima giornata di vacanza e potessimo dormire un po' di più, stamattina la sveglia è suonata per ricordarci che c'era una festa alla quale non potevamo mancare: il Natale degli Orsetti Padani a Radio Padania Libera!
Era da un paio di giorni che ci stavamo preparando a quest'incontro, sfornando biscottini a go-go: occhi di bue reinterpretati come occhiolini di Santa Lucia, brutti e buoni di Gavirate (il mio cavallo di battaglia!), fiorellini alla sparabiscotti e orsetti padani coi bottoncini verdi! Dopo aver svegliato tutti, fatto colazione e ciucce, incartato i biscottini, vestiti i poppanti e marito e sistematami io in qualche maniera, con l'inossidabile e... pivettiano :) foularino al collo, finalmente ci siamo messi in marcia alla bellezza delle dieci del mattino, forse pure qualcosina in più: la destinazione era la mitica e blindatissima via Bellerio, la sede storica della Padania. Non ci abbiamo messo molto ad arrivare ad Affori: per essere il sabato mattina prima di Natale ci aspettavamo molto peggio. alle unidici e venti eravamo arrivati e potevo abbracciare finalmente le mie colleghe di trasmissione, la dottoressa Anna che conduce i "Confetti di pediatria", dolcissima come sempre, e Ilariamaria, la mitica padrona di casa di "Maramao"!
C'erano una ventina di bambini (compresi i miei) con relativi genitori, fra cui un'altra mamma-blogger, Elena di Brugh e Birlinghitt. Abbiamo festeggiato con piacere fra biscotti e canzoni, sulle note della chitarra del maestro Crestoni, tirando l'una del pomeriggio. Agostino è rimasto accoccolato ad Ilariamaria per un bel po' -del resto si commentava che è quasi nato in diretta!- e ha fatto la sua ciuccia beato negli uffici; i suoi fratelli, intanto, elettrizzati dalla novità, ne combinavano peggio di Bertoldo correndo per tutti i corridoi... Il commento di Stefano, che come i fratellini mi segue solitamente dalla radio... del soggiorno di casa, salendo in macchina è stato: "Ma come mai stamattina Radio Padania è lontana?" Di sicuro è stata una mattina intensa e gioiosissima e ci siamo divertiti molto, alle prese con il nostro primo programma in studio, che con le cuffie e il regista dall'altra parte del vetro -a proposito, ciao regista!-è davvero bellissimo ed emozionante!
Grazie Ilaria!!! E Buon Natale!

mercoledì 3 dicembre 2008

Considerazioni sull'incontro di cui sotto :-)

Stamattina mi sono alzata di buon'ora :-) per ascoltare in diretta l'incontro delle mamme-blogger bocconiane... (bugia: sono a casa con una mezza influenza, quindi dopo aver portato i bambini al pullmino sono tornata a letto con Carolina e Agostino e mi sono rialzata alle 10.45 con due occhi a palla che non vi dico...). Devo dire che mi è piaciuto moltissimo anche se purtroppo l'audio non era perfetto e quindi mi sono persa parecchie battute. E' stata davero interessante la relazione di Jolanda, di Filastrocche.it, che ha delineato in sintesi il fenomeno del mommyblogging italiano sulla base dei risultati di un'indagine condotta su un campione di mamme blogger (me compresa a quanto pare!). Nella seconda relazione (di TheitalianMom se non vado errata), che sono riuscita a sentire un po' di meno casua arrivo di mia madre e urla strazianti di mia figlia piccola che cominciava coi capricci di metà mattina :-(( (ma domani se ne torna dritta filata all'asilo!) si è parlato invece degli aspetti salienti del fenomeno rilevati da una serie di interviste più ristrette, se non ho capito male venticinque. In seguito alle relazioni è stato dato spazio ad una serie di itnerventi di mamme blogger presenti in aula ed è stato letto qualche messaggio di saluto di mamme in chat (compreso il mio!).

Una degli aspetti che sono stati evidenziati da questo studio è che molte mamme blogger non possiedono una grafica e dei banner sul loro sito, molto "nature" quindi, underground insomma, tipo il mio. Subito mi sono sentita un po' colpevole: possibile che io no riesca mai a trovare il tempo di dedicarmi seriamente ad una riorganizzazione estetica del mio blog? Voi cosa ne pensate? Mi dovrei ricredere?

Un'altra cosa che è emersa dal sondaggio e dai discorsi delle mamme presenti in aula e in chat è stato che la mammablogger tipo USA IL MICROONDE :)
Mi avete dato una bella idea per il programma di RPL di sabato!

L'incontro in Bocconi delle mamme blogger

Su Mammacheclub potete seguire la prima ricerca sulle mamme blogger la cui relazione che si sta tenendo in questo momento all'Università Bocconi di Milano. Ero stata invitata anch'io fra le 250 mamme blogger italiane selezionate ma non sono potuta fisicamente andare. Possiamo seguire in diretta l'incontro qui. Vi assicuro che è interessantissimo!
http://tv.mammacheclub.com/
Trovate un interessante articolo sull'argomento anche qui:
http://www.blogmamma.it/2008/12/03/diretta-blog-le-mamme-blogger-si-incontrano-in-bocconi/

lunedì 1 dicembre 2008

Quarantamila... e non li dimostra!


Un piccolo post per ringraziarvi di aver portato il mio blog a quarantamila visite in un anno e mezzo di vita. Mi vedete come sono contenta nel disegno? Sì, avete letto bene: sono proprio io, ritratta con i colori di Bebe, ovvero Stefano, 4 anni appena compiuti, mentre preparo uno dei suoi piatti preferiti: le polpette del lunedì!

Molte di queste visite le devo sicuramente al programma di Radio Padania del sabato mattina, "Maramao", in cui conduco un divertente spazio di cucina per bambini dal mese di maggio (potete ascoltarmi anche su internet (9:30-10:30 del sabato mattina) a questo link: http://www.radio-padania.com/rpl/utilita/ascoltawmp.asp . Ad Ilariamaria, alla mia collega dottoressa Anna e alla regia mando un bacione affettuosissimo, oltre che a tutti i miei amici blogger con cui ho stabilito nel corso dei mesi un rapporto virtuale simpaticissimo e fecondo di idee.

Dal 1° gennaio 2010 mi avete letto in...

Lilypie

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Lilypie dal 6° al 18° Ticker Lilypie dal 6° al 18° Ticker
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Segnalato da...

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