venerdì 1 febbraio 2008

Ra festa d’ra Giöbia o ra puscena di donn

Ieri pomeriggio Enrico, il mio figlio maggiore, è arrivato a casa con un foglietto che recava questo titolo: “Ra Giöbia detta anche puscena di donn”. Gliel’aveva consegnato la sua maestra, che è una signora estremamente attenta alle tradizioni locali, forse un po’ nostalgica come me. Mi ricordo che se ne era parlato anche l’anno scorso, e infatti ci aveva raccontato che un tempo a Varese l’ultimo giovedì del mese di gennaio, ossia il giorno della Giöbia, coincideva con una festa delle donne anticipata... .

La puscena di donn, letteralmente dopocena delle donne (dal lat. post cenam), era un ritrovo serale in versione rosa in cui le donne delle cascine si radunavano, assenti mariti, figli e padri, una volta l’anno, per raccontarsi storie facendo un po’ di maglia, cantando e ballando, mangiando pane, sale e formaggio e perché no? bevendo anche un buon bicchiere di vino (che sarà sicuramente stato quello d’ul casbenatt, cioè di Casbeno, dove una volta c’erano le vigne e si produceva dell’ottimo vino). I mariti, che a loro volta il giovedì precedente avevano festeggiato la puscena di omen, usavano regalare in quest’occasione alle loro spose un dolce a forma di cuore: “cör da bunbun”, per ringraziarle dell’impegno nell’accudire la famiglia. Una tradizione tutta bosina che probabilmente si è persa per strada, soffocata dalla più commerciale e "rossa" festa delle donne, e prima ancora dall'altrettanto commerciale e più vicino san Valentino. Ne riparleremo a tempo debito. Per adesso mi preme chiedervi se qualche signora o signorina varesina la festeggia ancora, oppure se qualhe vostra nonna ha dei ricordi da raccontare.




Ieri sera, così, il mio bambino ha deciso di preparami un dolce con le sue manine, sotto l’occhio vigile di papà. Ha sbattuto tante uova quante sono le persone che animano la nostra famiglia e ha incorporato del cacao, un po’di zucchero ed un cucchiaio di farina. Ha fatto tutto da solo, comprese le dosi. Poi lo ha trasferito in uno stampo a forma di cuore (che la mamma aveva foderato di carta forno bagnata e strizzata) e lo ha messo al forno. Venti minuti più tardi era pronta la brüsèla, una sorta di frittata dolce di queste zone, di cui mi aveva parlato qualche giorno fa in una piccola intervista per il giornalino della scuola la nostra bidella Luisa.

1 commenti:

laura ha detto...

Draga Laura, minunat blogul tau, foarte diversificat, cu poze si retete frumoase. Felicitari!
...si pentru ca sintem colege pe culinar, as vrea sa fim colege si in blogosfera :))
Am sa te trec la linkurile mele cu toata dragostea! Pupici!!!

P.S. ...mai trec eu pe la tine :)

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Laura Pantaleo Lucchetti
Varese, Varese, Italy
Sono una mamma di famiglia numerosa: 5 figli piccoli e un marito che amo da impazzire. Mi divido fra la cura del focolare domestico, la cucina, la scrittura e la radio! Dal maggio del 2008 conduco una rubrica di cucina per i più piccoli su Radio Padania Libera, al sabato mattina, nella trasmissione di Ilariamaria. Se volete ascoltarmi, sono in onda verso le 9:50. Mi interesso di tradizioni locali, con predilezione per quelle culinarie. Nutro un amore viscerale per la mia terra. Amo la lingua e la letteratura italiane come mie proprie. Difendo ugualmente il valore e la bellezza dei dialetti, specialmente nelle loro manifestazioni letterarie.
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