Stamattina la piazza della Motta, sotto un cielo tersissimo e gremita di varesini, sembrava tornata indietro di cent'anni: anzi, cento e pure un anno, così come la cantava nel 1907, il Cav.Uff. Luigi Santambrogio da Biumo Inferiore ne "La fêra de Sant'Antoni in Varës".Quanti besti in sul mercaa/per el dì de Sant'Antoni/di centenn gh'en era staa/conti minga di fandoni.
Di cavaj cont i fiochitt/di bei muj coi fer lusent/di poleder, di asnitt/coi so bravi finiment.
Mi diseva dent de mi/quanti best gh'è mai chi!
Bellissima quest'anno la fiera di sant'Antonio, davvero: sarà che ieri sera il tempo inclemente non prometteva nulla di buono, sarà che il falò s'era dovuto accendere sotto una pioggia scrosciante, sarà pure che io vedevo la mia Varese con gli occhi di una mamma che porta alla festa la sua bambina appena guarita da un malanno di stagione, ma il cuore stamattina mi si è aperto dalla gioia. Siamo arrivate in piazza della Motta, stamane, verso le undici e mezza, Teresa ed io. Era già tardi, ma non volevo far stancare troppo la mia bambina. Dopo un breve primo giro di perlustrazione fra le molte bancarelle che riempivano la Motta sino ad arrivare in piazza Monte Grappa, siamo entrate un attimino in Chiesa. La statua di Sant'Antonio svettava sopra il prevosto che recitava la predica; tutt'attorno le impalcature del restauro. Siamo uscite, c'era troppa ressa, la chiesa era gremita forse ancor più della piazza. Sul sagrato abbiamo acceso la nostra candelina, solo che c'era un po' di vento e così l'abbiamo spostata sul davanti per non farla spegnere.
Ma ecco che la piazza del 1907 riprende vita: "On prêt svelt in cotta e stola/con l'aspérges in la man/e'l sò bel colôr de pola / con gran gioia de vilân/el tirava gio di crôs/senza fà di distinzion/sopra i asnitt e sora i spôs/e fiocaven divozion!". Ma nel 2008 il Prevosto che se ne torna in Canonica è Monsignor Gilberto Donnini. Nel frattempo le bancarelle facevano il pienone di avventori: "Di banchett ona gran frotta/ coi figh secc e i caramell/infesciaven tutt la "Motta", cantava il Santambrogio, ma anche stavolta mancavano i suoi "pessitt" e i "sardell": assenti ormai da anni dalla fiera, gli agoni o missultitt venivano esposti a seccare fuori dalle case dei varesini proprio in quel periodo, e così almeno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso la fêra olezzava anche di pesce di lago. Non proprio un bellissimo odore, mi ricordava anni fa una mia cara amica che aveva vissuto da piccola in centro a Varese. Certamente più poetico a scriverlo che a viverlo, ma si sa, il folcklore è sempre poetico...
Ad ogni modo, alla bancarella ufficiale, organizzata dai Monelli della Motta, si arrostivano le salamelle. Ma c'erano anche i dolci di Sant'Antonio - non sono riuscita a chiedere come fossero ma sembravano ad occhio e croce delle specie di Dolci Varese, forse all'anice - e i mustazzit, i biscottini delle romite del Sacro Monte. I Monelli distribuivano anche una pubblicazione sulla storia della fiera.
I Monelli distribuivano una bella pubblicazione a carattere storico-documentario sulla Fiera. In apertura, un commosso pezzo di Carlo Brusa sui sessant’anni della morte dell’amatissimo Monsignor Proserpio, prevosto dal 1930 al ’48, anni di “distruzioni, lutti” e “diffusa indigenza anche fra chi non era mai stato povero”: un uomo estremamente caritatevole, che si privò di tutto, persino della carne che stava cuocendo in pentola per sfamare gli affamati. A lui, unico, fu concessa la sepoltura perpetua nel cimitero di Belforte, “vicino all’ultima dimora di bisognosi che si rivolgevano a lui e presso i quali volle essere sepolto”.
Proprio il Presidente dei Monelli, Angelo Monti, che da Monsignor Proserpio ricevette la Prima Comunione “alle sette del mattino, come si è usato fino a quando chi riceveva l’Eucarestia aveva l’obbligo del digiuno a partire dalla mezzanotte”, come ricorda il Brusa, ha tenuto con altri varesini che hanno conosciuto personalmente il Prevosto un incontro sulla sua eminente figura, domenica 13 all’Oratorio di San Vittore.
Sempre nella pubblicazione a cura dei Monelli, che invito a richiedere presso l’Oratorio della Motta, degni di nota sono l’articolo sulla definitiva attribuzione a Dionisio Bussola delle quattro sculture secentesche nella Chiesa di Sant’Antonio della Motta (secondo uno studio computo dal prof. Silvano Colombo) e due pagine firmate da Antonio Carlo Montonati, profondo conoscitore di storia varesina, che fornisce una spiegazione della tradizione del falò di Sant’Antonio: argomento che tratterò uno di questi giorni. Interessante è il ricordo di come i Monelli della Motta (“i quali, allora, monelli erano davvero”), nei primi decenni del secolo scorso, si procurassero il combustibile per ardere il fuoco tramite piccole o anche grandi razzie nel vicinato o spingendosi anche più in là: ogni possibile sorta di legname o materiale infiammabile, vecchio o nuovo era un appetibile bottino da portare sul sagrato della Motta, e dal momento in cui ci arrivava nessuno, nemmeno il legittimo proprietario a cui era stato sottratto osava più rivendicarne il possesso: “par mia fa brùta figura davanti a sant’Antoni e a quij du la Mota”.
Ma torniamo alla nostra fêra.
C’era davvero ogni sorta d’umanità: esattamente come cantava nel suo irrestitibile ritratto senza tempo il Santambrogio: “Di nôdar e di dotôr/di avocatt e di ingegnee/ragionatt e professor,/m’eren sempre in di pee./Gent de toga e d consilii/asessôr e magistrati/cont o senza i sô famili/ben vestiti e pettinati./Di diceva dent de mi:/quanta scenza che ghe chi!”. E ancora: “Se vedeva di biroeu (servitori)/di brugnôn, di macelâr/colla spôsa e coi fioeu/ coi vestiti de marinâr./Gh’era coeugh, gh’era ferée/ona fila de operari/di magutt, di legnamee/che guardaven su per ari./Mi diseva dent de mi:/quj l’ sgoben tutt el dì”. E se il “Carlin de Biumm de Sott”, come amava firmarsi nelle sue liriche il poeta milanese ma varesino d'adozione, poteva notare che nella piazza non mancava “on bell tocch de Bagaîn/con la sua brava marsina” che “spiegava a vun vesin/on bel “fund” del Prealpina”, ovvero nientemeno che Giovanni Bagaini, il fondatore della Prealpina che spiegava un articolo di fondo al vicino, anche ieri la stampa non mancava di farsi riconoscere: dall’alto dei palazzi, in giro per la piazza era tutta una telecamera, e giornalisti ed i reporter ovunque (nel mio piccolo non sono passata inosservata, con tutte le foto e le domande che ho fatto…).
La novità bella di quest’anno, come accennavo più sopra, è stata la presenza non dico massiccia ma almeno significativa dei produttori varesotti, che avevano disertato la fiera da alcuni anni, con grande disappunto degli avventori e dei media locali. Un ritorno alla grande, confortato sicuramente dai Consorzi di Qualità consociati nel novello Consorzio dei Prodotti Varesini – Varese da Gustare - Latte, Formaggi, Salumi Prealpini, Miele- che hanno favorito l’arrivo delle bancarelle squisitamente bosine. Fra le altre mi piace ricordare quelle, numerose, allestite dagli apicoltori che hanno esposto il loro prezioso Oro delle Prealpi e il formaggio delle valli del Luinese. Dal signor Borella, l'apicoltore malnatese della terza foto (di Gurone di Malnate per la precisione), ho acquistato per soli 4, 30 euro mezzo chilo di prezioso miele di tarassaco misto a robinia. Il miele di tarassaco è il primissimo dell'anno, e questo non è amaro come quello "puro" perché appunto è impreziosito dal nettare di acacia.
E per finire in bellezza, ieri una bella grigliatina di salamelle! Il cervelée della Motta le promuoveva in bella vista ma bisognava fare a botte per riuscire ad entrarci...













20 commenti:
Intanto mi hai incuriosito, quanto numerosa la prole?
Poi ho visto che sei bravissima ... poi son mamma anche io
Che piacere, Isabella! Benvenuta!
Grazie del complimento. Ho quattro figli dai sei anni e mezzo ai sedici mesi :-), per ora naturalmente...
E tu?
E' appena andata via una mia cara amica. Adesso riesco a buttar giù due righe.
Ma raccontami un pochino anche di te. Anche tu sei di Varese?
Sarò pure di parte, ma la festa di Sant'Antonio che facciamo dalle mie parti (Viconago) è MOOOOOOLTO piu' bella e suggestiva di quella che organizzate in quel di Varese :o)
Ci sei mai stata?
No, confesso di non esserci mai stata. Me la racconti?
Comunque aspetta: veramente dovrei scrivere un bel po' di cosine e pubblicare ben più della prima foto, ma oggi non ho ancora avuto un attimo di tregua... ;-)
ciao Laura! che bel resoconto...io stamattina ero al lavoro e non sono riuscita nemmeno a fare un giro piccolo piccolo...fortuna che trovo le tue parole! com'era il latte crudo? anche in Valle Luna c'è un'azienda che lo ditribuisce...esattamente rimane a Lissago o Calcinate? a presto Lo
Ma dai? Non lo avevo visto! Perfetto, ne approfitterò per andare a trovare una mia amica! Rimane a Lissago: è un posto splendido Valle Luna!
Adesso sto facendo la torta per domani, ho messo a letto tre su quattro monelli e rassettato un po' acsa ma magari più tardi o domattina aggiorno il post coi produttori!
Tanti baci
Ciao bosina,
sono la mamma di un famiglia multietnica allargata anche se facciamo 4 in tutto. Classica formazione mamma papà e due bambini, abitiamo in terraferma vicino a Venezia dove invece lavoriamo. Sono perennemente a dieta. Un paio di anni fa pesavo 120 kg adesso 42kg in meno, solo con la dieta!
Mi diletto a cucinare sempre che i pupi me lo permettano....
è vero la valle luna è bellissima....è vicino al mio posto di lavoro...ma non ricordavo esattamente il quartiere...so che loro hanno anche il prezioso e rarissimo latte di capra...grazie per la mail! com'era la torta? a presto Lo
Bellissimo ed esaustivo il tuo racconto. Sai che ti ho invocata su CI proprio per dettagliare questa festa? sapevo che l'avresti fatto in modo egregio.
ciao carissima e a presto.
Paola
Eccomi, finalmente! Isabella, devo proprio farci un saltino spesso sul tuo blog adesso che ti conosco meglio! Ma quegli occhioni così belli sono del tuo bambino, giusto? Venezia mi evoca bellissimi ricordi canori. Un Flauto magico stupendo con Birgit Nilsson con la sua voce pura; un viaggio al seguito di mio marito e di un suo amico che partecipavano ad un congresso, mentre io ho stretto un'amicizia bellisisma con la moglie di quest'amico, anche lei cantante. Adesso la Fenice sarà riaperta... A presto a te ed alla tua bellissima famiglia.
Lorenza, come ti scrivevo ieri la fattoria in Valle Luna è a Lissago. Ci sono andati anche i nostri bambini della Bosina al campus estivo. La mia amica mi ha scritto proprio ieri: "So che il proprietario si chiama Valerio e hanno il latte fresco non pastorizzato. Addirittura hanno piazzato un distributore anche a Morazzone! (Chiederò a questo punto alla mia amica di Morazzone, ndr)
Se vuoi passare di lì lo trovi facendo la strada che da Masnago va al lago (via Giordani), dopo il campo di atletica comincia la via Valle Luna in discesa e quasi verso la fine sulla sinistra trovi la fattoria.”
Numero uno: al campo di atletica devo passarci perché me lo ha consigliato il mitico Caccianiga per Teresa
Numero due: volevo dirti che anche la mia amica Paola di Gazzada prende il latte crudo a Lozza e infatti si è appena materializzata qui nel commeto sotto... Adesso la staniamo meglio e ci facciamo raccontare!
Paola, carissima, adesso vengo subito a dare un'occhiatina a Cucinait. Dove mi hai evocata di preciso? :-9 Tra l'altro ho ancora qualcosina da raccontare sulla fiera e la ricetta delle frittelle da darvi... :-) un attimo e sono da voi!
Baci a tutte e buon fine settimana
che bel articolo hai fatto e cosi ci hai fatto partecipi buon fin e settimana ho postato antica ricetta sarda
Grazie Marcella, sei sempre così cara! Vengo subito a cercare la tua ricetta! Buon fine settimana anche a te!
Il latte lo acquisto presso l'azienda agricola Carlesso via Adua, 61 Gazzada Schianno. Esattamente si tratta della via che congiunge Schianno con Morazzone.
Il thread in cui invoco il tuo aiuto è "San Antonio" aperto da Katia.
Ciao carissima, adesso vado a finire di preparare il pranzo x 12 parenti che tra due ore "invaderanno" casa mia e io sono molto, molto, ma molto in ritardo. Aiuto!
Che bello il tuo nuovo blog Laura, brava.
Bellissima teresa che accende la candela.
Un abbraccio
Germana
Grazie della dritta, Paola!
Adesso abbiamo un indirizzo in più cui affidarci.
Ai miei piccoli il latte crudo è piaciuto moltissimo. Forse già domani corro a prenderne un altro litro (e magari ne approfitto per passare anche dall'Iper :-)).
Cosa stai preparando di buono per dodici persone? Come se mettessimo insieme due famiglie come la mia :-). Aiutoooo, mi viene la tachicardia solo al pensiero... Auguri...
Germana, sei dolcissima. Grazie! Sai che mi sono messa sotto con i ferri? Sto facendo un maglioncino a Teresa. Invece il cappello della foto è uscito dalle manine di mia suocera. Finito quello, passo all'uncinetto. Ma sapessi fare un centesimo di quello che sai fare tu...
Ragazzi, sapete che Germana scrive da Cremona, la terra dei violini? E che fa delle cose magnifiche all'uncinetto oltre che in cucina? Vediamo se mi riesce di pubblicare il link al suo blog (ospitato da cucinait):
http://www.lacucinaitaliana.it/default.aspx?idPage=862&ID=671891&csuserid=3208
Ciao Bosina, fantastico il tuo resoconto della festa. Io quest'anno non c'ero, ma grazie al tuo reportage me la sono goduta un pochino anch'io. Un bacione a te e alla numerosa prole. Ciao!
Grazie Mariangela! Sei sempre un tesoro. Adesso vediamo un po' se riuscirò a scrivere qualcosina di bello anche per la Gioeubia.... Ricambio il bacione e buona settimana!
Allora ... da dove parto?
E' una festa bellissima ... forse perchè è legata a tutta la mia infanzia, giovinezza e chi più ne ha più ne metta ... ci sono le bancarelle, le salamelle, musica, tanta gente ... amici, amici e amici ... fuochi artificiali strepitosi che irradiano riflessi sul lago sottostante ... quanti colori ... e poi, finalmente, viene bruciata la "vegia" ... un'enorme pira benaugurante per il nuovo anno ... ci devi andare!!!
Fosse solo per vedere la chiesetta dedicata a Sant'Antonio, piccolo gioiellino dell'architettura lombarda :o)
Ti ho convinta almeno un pochino?
Ci voglio fare un saltino, sicuramente, grazie Zrinka! Anzi, ho un piccolo carnet di chiesette di Sant'Antonio da visitare nel varesotto :-). Ma la vegia la bruciate il 17, non alla Gioebia?
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