Le lenticchie, insomma, non potevano mancare. In casa mia le faccio semplicemente con un soffritto di pancetta affumicata e cipolla, e le stufo con un po’ di dado. Ho usato lenticchie grandi dell’Esselunga dell’anno scorso: ohibò, guarda caso sarebbero scadute il 27 dell’anno che è appena passato. Eliade sicuramente avrebbe storto il naso! Io le ho preparate ugualmente e sono venute ottime. Devo anche vedere se germogliano ma non avrei molti dubbi a riguardo.
E il cotechino? Da quando mi sono sposata lo faccio in trappola, una vecchia ricetta milanese che ha compagnia anche dall’altra parte del Po in svariate versioni. La mia solitamente consiste nell’ingabbiare un cotechino già cotto in una sfoglia di pasta di pane, farcendola con prosciutto – che trattiene l’umidità del cotechino – e spinaci. Quest’anno, però, a fare la spesa per l’ultimo era andato mio marito, cosicché alla mia richiesta di prendermi degli spinaci se ne era tornato con due etti e mezzo di verdura nemmeno pulita: troppa poca roba. Arrovellandomi nel pensare ad una riparazione, e non avendo in casa nemmeno una verza come alternativa plausibile, ieri pomeriggio guardando negli occhi l’Enrico che era l’unico dei miei figli che non stava facendo la nanna mi è balzata in mente un’idea: e se gli spinaci li mettessimo nell’impasto del pane?
Un’illuminazione ispirata da quell’artista in erba che è mio figlio, senza dubbio, tutt’uno con pastelli, pennelli, forbici, carta, note. Avevamo appena finito di ascoltare il Concerto di Capodanno e lui mi spiegava con dovizia di particolari l’allestimento orchestrale: tenete conto che ha sei anni e capirete perché lo considero un piccolo genio. Nemmeno quando ho fatto il biennio di composizione conoscevo tutti gli strumenti a menadito – forse è per questo che ho deciso di ritirarmi e darmi al canto! -e così, con la convinzione che chi lavora bene a Capodanno altrettanto fa per tutto l’anno, ecco cosa ho armonizzato ieri in casa mia...
Il cotechino in verde
Un cotechino precotto
200 g di prosciutto cotto affettato
per il panbrioche verde: 350 g di farina "0" e 250 g di farina "00"; un uovo; un cucchiaino di malto di riso (lo trovate al Naturasì oppure alla COPAC di via Brunico); un cucchiaio di lievito di birra liofilizzato (circa mezza busta), una patatina del peso di circa 100 g; 250 g di spinaci considerati da pulire (cotti saranno circa 150 g); 30 g di strutto; 100 ml di latte e 200 di acqua miscelati, tiepidi; un cucchiaino di sale
per la decorazione: 200 g di farina "0", due cucchiai di concentrato di pomodoro, una presa di sale, paprika o peperoncino in polvere.
Preparazione
Fare lessare il cotechino in anticipo come previsto dalla ricetta: per il Montorsi ci vogliono venti minuti in busta sigillata, dal momento dell'ebollizione. Nel frattempo mondare gli spinaci (io uso un po' di bicarbonato nell'acqua, in modo da eliminare bene tutti i residui terrosi) e metterli in padella con un filo di olio. Farli appassire bene, strizzarli e tritarli finemente al mixer.
Raccogliere nell'impastatrice tutti gli ingredienti per il panbrioche compreso il frullato di spinaci e azionare dapprima con la frusta a k per raccogliere bene l'impasto, quindi con il gancio per sette minuti a velocità 3. Otterrete un impasto ben incordato.
Trasferitelo in una ciotola leggermente infarinata e lasciatelo lievitare per un'ora e mezza in forno tiepido, coperto da una pellicola. Ecco l'impasto lievitato.
Stendetelo con il matterello sul piano infarinato ad uno spessore di circa un cm e mezzo.
Un cotechino intrappolato nel verde. Cromaticamente un effettone, e non solo. Mio marito è rimasto estasiato dall’impresa. I bambini impazzivano. Potrebbe pure aver avuto anche un inconscio significato politico, lo ammetto... Insomma, un cotechino beneaugurale per tante ragioni! Chissà se Eliade ci avrebbe visto pure un significato apotropaico. Devo ripassare…
Allora, auguro a tutti voi un anno nuovo fantastico. In particolare però, e sfruttando Eliade, vorrei rivolgere un saluto alle mie amiche di Culinar che da anni, da quando seguii i due lettorati di romeno in università con la mia dolcissima prof Negritescu, leggo con molto piacere, anche se ormai il mio romeno scricchiola un bel po' e ci sarebbe da ristrutturarlo! Dragele mele, va doresc un an nou foarte frumos. La multi ani cu fericire, sanatate si multi bani.
Laura













2 commenti:
Si può dire ECCEZIONALE!!!!
Isabella, ma sai che davver è stata una pensata dell'ultim'ora quella del pane verde? Secondo me è di buon auspicio: chi è ben ispirato all'inizio dell'anno è ispirato tutto l'anno! Speriamo! Un abbraccio e grazie
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