Nel fine settimana, dopo essere stati al lago oppure a fare un’escursione in qualche bosco per sfuggire alla calura di questi giorni, invece di tornare a casa ci fermiamo sempre a qualche festa paesana. I bambini si divertono moltissimo, si comportano anzi in maniera ancor più educata che a casa, stimolati ad esserlo dalla presenza di estranei, e vuoi per le passeggiate, vuoi per la novità dell’ambiente e spesso grazie al divertente sottofondo musicale, mangiano tutto sino all’ultimo boccone. Non parliamo poi di noi, che troviamo sempre qualche nuovo spunto per riflettere sulla cucina locale… e, soprattutto io, per mangiare in allegria senza sfacchinare troppo ai fornelli (anche se è il mio hobby preferito, per cui non lo avverto quasi mai come un dovere).
Cominciamo con venerdì sera. Al pomeriggio, al ritorno dal lido di Angera (del quale racconterò in un nuovo post), senza nemmeno passare da casa ci siamo fermati alla festa del bosco di Cimbro, in località Mirasole: una frazione di Vergiate, sulla superstrada che porta a Varese. Sotto un’enorme tensostruttura collocata nel bosco, e con un ampio parcheggio dall’altra parte della strada, l’asilo infantile di Cimbro come ogni anno (siamo alla 24esima edizione) organizza questa maratona gastronomica per la prima quindicina del mese di agosto, anche se probabilmente si prorogherà al solito di una settimana, dopodichè per la seconda metà del mese entrerà in vigore lo staff vergiatese della Lega Nord. I prezzi sono popolari ma la cucina è prelibata e offre un vasto campionario di piatti tradizionali del varesotto. Innanzitutto la polenta è sempre fumante e bella morbida e può persino essere chiesta senza null’altro, per cui anche la mia Carolina, che ieri ha compiuto 11 mesi, può gustare il suo piattino magari mescolato con la sua robiolina fresca potata da casa. Devo anzi chiedere, la prossima volta che tornerò alla festa, se nel piatto assortito di formaggi è previsto anche qualche latticino morbido che possa essere d’aiuto alle mamme con bambini al di sotto di un anno.
Le bontà che la cucina offre in questi giorni sono quelle che leggete nel cartello riportato in foto, e che per comodità vi scrivo: polenta e bruscitt alla varesotta (i bruscitt sono un piatto bustocco ma anche qui a Varese lo facciamo: anzi, c’è il macellaio di Sant’Ambrogio che te li trita giusti già lui, e non macinati, per carità, ma tritati come uno spezzatino finissimo); polenta e zola, polenta e asino (divino… con dei pezzettini di carne grossi inscì); polenta e baccalà (ecco, questa viene 11 euro, non l’ho ancora provata qui mala prossima volta è già mia!), polenta e funghi (a giugno ci son stati i fioroni anche qui anche se non metterei la mano sul fuoco che siano nostrani… però chiederò). Ovviamente non manca la trippa e dulcis in fundo il salamino d’asino col panino, una prelibatezza che mio marito si ricorda offrivano dopo i concerti della banda di Cassano dove lui suonava il trombone, e che era uno sfizio che mio padre ci faceva trovare spesso al sabato in tavola, oltre ai suoi formaggi pugliesi che trovava alla casa del formaggio di Gavirate (lui era milanese, ma i suoi genitori provenivano da Minervino Murge, da cui si erano spostati negli anni trenta a causa del mestiere di ferroviere del nonno).
Per i palati più sofisticati nel menu ci sono anche la porchetta, anzi il purscel (che però è in pratica un affettato), le salamelle di maiale con o senza panino (i miei figli ne sono ghiotti) e le immancabili patatine, braciole e costate di manzo… Insomma, chi più ne ha più ne metta.
Andateci, vi divertirete con poca spesa. C’è una bella pista da ballo, ogni sera musica dal vivo con una band diversa (liscio, moderna ecc), le toilettes presentabili (e non è poco, scusate…) e c’è anche una pesca di beneficenza per i bambini. Ecco, forse 2 euro per un biglietto sono un po’ tantini, ma i regali a volte sono davvero belli. I miei figli hanno rimediato un barman e una principessa giocattolo, delle tempere, una lavagnetta con matita incorporata, ma anche una bella ceramica in coccio decorata a mano, con un volo di germani reali.
Cominciamo con venerdì sera. Al pomeriggio, al ritorno dal lido di Angera (del quale racconterò in un nuovo post), senza nemmeno passare da casa ci siamo fermati alla festa del bosco di Cimbro, in località Mirasole: una frazione di Vergiate, sulla superstrada che porta a Varese. Sotto un’enorme tensostruttura collocata nel bosco, e con un ampio parcheggio dall’altra parte della strada, l’asilo infantile di Cimbro come ogni anno (siamo alla 24esima edizione) organizza questa maratona gastronomica per la prima quindicina del mese di agosto, anche se probabilmente si prorogherà al solito di una settimana, dopodichè per la seconda metà del mese entrerà in vigore lo staff vergiatese della Lega Nord. I prezzi sono popolari ma la cucina è prelibata e offre un vasto campionario di piatti tradizionali del varesotto. Innanzitutto la polenta è sempre fumante e bella morbida e può persino essere chiesta senza null’altro, per cui anche la mia Carolina, che ieri ha compiuto 11 mesi, può gustare il suo piattino magari mescolato con la sua robiolina fresca potata da casa. Devo anzi chiedere, la prossima volta che tornerò alla festa, se nel piatto assortito di formaggi è previsto anche qualche latticino morbido che possa essere d’aiuto alle mamme con bambini al di sotto di un anno.
Le bontà che la cucina offre in questi giorni sono quelle che leggete nel cartello riportato in foto, e che per comodità vi scrivo: polenta e bruscitt alla varesotta (i bruscitt sono un piatto bustocco ma anche qui a Varese lo facciamo: anzi, c’è il macellaio di Sant’Ambrogio che te li trita giusti già lui, e non macinati, per carità, ma tritati come uno spezzatino finissimo); polenta e zola, polenta e asino (divino… con dei pezzettini di carne grossi inscì); polenta e baccalà (ecco, questa viene 11 euro, non l’ho ancora provata qui mala prossima volta è già mia!), polenta e funghi (a giugno ci son stati i fioroni anche qui anche se non metterei la mano sul fuoco che siano nostrani… però chiederò). Ovviamente non manca la trippa e dulcis in fundo il salamino d’asino col panino, una prelibatezza che mio marito si ricorda offrivano dopo i concerti della banda di Cassano dove lui suonava il trombone, e che era uno sfizio che mio padre ci faceva trovare spesso al sabato in tavola, oltre ai suoi formaggi pugliesi che trovava alla casa del formaggio di Gavirate (lui era milanese, ma i suoi genitori provenivano da Minervino Murge, da cui si erano spostati negli anni trenta a causa del mestiere di ferroviere del nonno).
Per i palati più sofisticati nel menu ci sono anche la porchetta, anzi il purscel (che però è in pratica un affettato), le salamelle di maiale con o senza panino (i miei figli ne sono ghiotti) e le immancabili patatine, braciole e costate di manzo… Insomma, chi più ne ha più ne metta.
Andateci, vi divertirete con poca spesa. C’è una bella pista da ballo, ogni sera musica dal vivo con una band diversa (liscio, moderna ecc), le toilettes presentabili (e non è poco, scusate…) e c’è anche una pesca di beneficenza per i bambini. Ecco, forse 2 euro per un biglietto sono un po’ tantini, ma i regali a volte sono davvero belli. I miei figli hanno rimediato un barman e una principessa giocattolo, delle tempere, una lavagnetta con matita incorporata, ma anche una bella ceramica in coccio decorata a mano, con un volo di germani reali.
L’unica avvertenza che vi do è quella di portarvi delle salviettine o degli spray antizanzare perché ovviamente gli antipatici animaletti non mancano. Sarete a posto per tutta la serata, a meno che non ci sia anche qualche ragno nei paraggi che vi tende un agguato, pardon la sua tela… Adesso vi faccio ridere. Domenica sera siamo tornati alla festa, proprio perché ci eravamo trovati benissimo e volevamo replicare magari con scelte di piatti nuovi. Ci si siede vicino una coppia più o mano della nostra età, sui trentacinque anni, lei bistrata, scollatissima e appena uscita dal parrucchiere. Per farla breve, i miei figli notano che c’era un ragno che stava lentamente scendendo dal suo filo un poco sopra di lei e quella ha cominciato a fare il ballo di san Vito stranazzando che a lei faceva schifo, ma che schifo, bisognava chiamare subito qualcuno. Il marito, stravolto probabilmente dalla verve della sua compagna, le ha ceduto il suo posto ma a lei evidentemente non bastava: ha imposto al suo lui di chiamare un “inserviente” (allucinante) per eliminare l’orrenda bestiola. Trattandosi di aracnofobia vera e propria, il poveraccio ha chiamato un signore che serviva ai tavoli il quale ha dato una manata al ragnetto che è finito nel piatto del vicino, dietro l’ilarità generale (anche del malcapitato, che si è dimostrato mille volte più sportivo della biondona).
Non soddisfatta, e probabilmente indignata del fatto che la nostra piccola comitiva c’era persino rimasta un po’ male per il povero ragnetto, la signora bardata a festa, che per la verità mi pareva anche affetta da una rara ipoacusìa giovanile, si è messa a fissarmi con insistenza e a rimarcare al marito che “quella” (che poi ero io) non poteva essere la moglie del padre dei bambini: al massimo, la babysitter.
Io in effetti mi ero presentata con i jeans stile pescatore, sandali comodi e pure un paio di trecce che facevano pendant con quelle di mia figlia Teresa, ma da qui a passare per la babysitter ce ne passava… Si vede che oltre ad essere sorda era pure orba, la giovin donzella (giovane si fa per dire). I miei figli mi assomigliano tutti come delle gocce d’acqua!
Quando l’ho detto a mio marito, che nel frattempo si era allontanato per andare a recuperare un piatto di polenta e gorgonzola dimenticato dal servizio ai tavoli, e quindi non aveva seguito la scena, eravamo già lontani dalla scena del delitto. Lui si è così incavolato che voleva tornare dalla biondazza per esibirsi in un bacio stile Via col vento, ovviamente con la babysitter… Sono riuscita a stento a fermarlo.
Dallo staff: la signora Marisa e il signor Giorgio, il cuoco
Per informazioni,
http://www.prolocovergiate.com/
Asilo Infantile di Cimbro, Via Vergiate, 921029 VERGIATE (VA)
Tel. 0331–946477 Fax 0331–947037






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