Nella foto in basso, il monte Nudo, sopra Arcumeggia (la Biota, in dialetto bosino)
Domenica siamo tornati coi nonni materni al villaggio Wild Land del Brinzio, ma purtroppo tutti i tavoli erano già occupati; non avevamo tempo di cercare un posto alternativo, così per questa volta ci siamo accontentati di stare sotto al rifugio, dove comunque ci sono panchine a ridosso di alzate che hanno funzionato egregiamente da tavoli. La compagnia dei nonni ottima, il bel freschetto al riparo dal sole, l’allegria contagiosa dei bambini e in generale di tutte le comitive presenti hanno fatto diventare quella che si prospettava come una domenica afosissima una giornata strepitosa.
Fra le tante portate da picnic che abbiamo pensato mia madre ed io – pollo arrosto, frittata di tubetti (pasta) al forno, insalata di ruote di pasta in doppia versione (piccante per i grandi e delicata per i più piccoli) , salsicce arrosto –non è mancato ovviamente lo spazio del dolce. Visto che il giorno precedente ad orino si era fatto un bel bottino di more, ecco che sono finite nella torta che Teresa ha subito ribattezzato “Torta di Musa”, perché secondo lei io assomiglio un po’ alla Winx mora di capelli (la fantasia dei bambini…) . Alla decorazione ha pensato il creativo di turno, Enrico, colorando un disegno delle Winx da uno dei siti che compaiono a fianco del blog e ritagliandone la sagoma.
TORTA DI MUSA
130 g di burro ammorbidito
160 g di zucchero Zefiro (finissimo)
160 g di caprini, in pratica due (sì, ho la manìa dei caprini delle nostre valli… cosa ci posso fare, sono straordinari e bisogna valorizzarli in tutti i modi possibili!!!)
70 g di farina 00 e 70 g di fecola
½ bustina di lievito chimico per dolci (mi trovo bene con quello della Paneangeli)
2 uova
una generosa manciata di more
Bisogna montare il burro con lo zucchero, prima intridendolo con un cucchiaio di legno e poi procedendo con le frusta elettriche, perché altrimenti schizza tutto: fatto ciò si incorporano i caprini e si continua a montare, aggiungendo uno per volta i due torli. Si aggiungono poi farina, fecola e lievito ben setacciati -soprattutto il lievito che in questo periodo di caldo-umido tende a fare grumi-e dopo una vigorosa mescolata per incorporarli bene si monta ancora il tutto per un po’, sino ad ottenere una crema soffice. Si uniscono anche le more sciacquate velocemente e infine gli albumi montati a neve soda. Si versa in una tortiera da 26 cm di diametro (è importante che sia così larga perché altrimenti con un diametro minore non si alza bene) e si inforna per circa ¾ d’ora in forno non caldissimo, a circa 165°C: deve venire una torta dorata, bassina (ad ogni modo lievita senza problemi) e soffice. Si serve spolverizzata di zucchero a velo, magari con uno stencil che riproduce le fattezze di Musa. Guardate invece la decorazione fatta con le manine del mio Enrico!
Fra le tante portate da picnic che abbiamo pensato mia madre ed io – pollo arrosto, frittata di tubetti (pasta) al forno, insalata di ruote di pasta in doppia versione (piccante per i grandi e delicata per i più piccoli) , salsicce arrosto –non è mancato ovviamente lo spazio del dolce. Visto che il giorno precedente ad orino si era fatto un bel bottino di more, ecco che sono finite nella torta che Teresa ha subito ribattezzato “Torta di Musa”, perché secondo lei io assomiglio un po’ alla Winx mora di capelli (la fantasia dei bambini…) . Alla decorazione ha pensato il creativo di turno, Enrico, colorando un disegno delle Winx da uno dei siti che compaiono a fianco del blog e ritagliandone la sagoma.
TORTA DI MUSA
130 g di burro ammorbidito
160 g di zucchero Zefiro (finissimo)
160 g di caprini, in pratica due (sì, ho la manìa dei caprini delle nostre valli… cosa ci posso fare, sono straordinari e bisogna valorizzarli in tutti i modi possibili!!!)
70 g di farina 00 e 70 g di fecola
½ bustina di lievito chimico per dolci (mi trovo bene con quello della Paneangeli)
2 uova
una generosa manciata di more
Bisogna montare il burro con lo zucchero, prima intridendolo con un cucchiaio di legno e poi procedendo con le frusta elettriche, perché altrimenti schizza tutto: fatto ciò si incorporano i caprini e si continua a montare, aggiungendo uno per volta i due torli. Si aggiungono poi farina, fecola e lievito ben setacciati -soprattutto il lievito che in questo periodo di caldo-umido tende a fare grumi-e dopo una vigorosa mescolata per incorporarli bene si monta ancora il tutto per un po’, sino ad ottenere una crema soffice. Si uniscono anche le more sciacquate velocemente e infine gli albumi montati a neve soda. Si versa in una tortiera da 26 cm di diametro (è importante che sia così larga perché altrimenti con un diametro minore non si alza bene) e si inforna per circa ¾ d’ora in forno non caldissimo, a circa 165°C: deve venire una torta dorata, bassina (ad ogni modo lievita senza problemi) e soffice. Si serve spolverizzata di zucchero a velo, magari con uno stencil che riproduce le fattezze di Musa. Guardate invece la decorazione fatta con le manine del mio Enrico!














0 commenti:
Posta un commento