lunedì 13 agosto 2007

La festa sotto il salice, a Ranco: pesce di lago dopo la spiaggia

Il lido di Angera è la nostra spiaggia preferita. In mezz’ora di strada, costeggiando sino a Cassinetta di Biandronno il Lago di Varese, passando poi per Travedona tra i due laghi gemelli di Monate e Comabbio e finalmente deviando per Barza di Ispra, si arriva senza code particolari, nel pomeriggio. Ma questo succede anche la domenica mattina, abbiamo notato oggi, pur essendo sotto Ferragosto: si vede che i varesotti sono davvero tutti in vacanza altrove! A volte mi chiedo per quale motivo uno si spinga chissà dove a spender soldi quando ha certi posti incantevoli sotto il naso. Forse, semplicemente, perché non li conosce. O forse per assuefazione, perché, al solito, se uno è abituato a mangiare ostriche tutti i giorni, la prima polenta che gli viene messa sotto il naso, fosse anche senza sale e senza niente, la trova sensazionale.



Così, mentre il varesotto medio è brasato in camera d’albergo a Sharm e non può uscire prima delle sei di sera perché fa un caldo da impazzire, non dico in Riviera dove le spiagge in questo periodo sono dei puntaspilli, noi buletari che ad agosto rimaniamo a casa, alla fine, girando per le spiagge della Provincia ce la spassiamo come dei pascià. Tralasciando l'ironia, sto facendo le mie vere vacanze in questi giorni, a casa mia; la seconda metà di Giugno, quando invece siamo stati a Ceriale, con un vento che mi portava via mezza faccia, in un residence di megaqui e megalà perché altrove era tutto prenotato, piscina bar lustrascarpe e chi più ne ha più ne metta, non vedevo l’ora di tornarmene da dove ero venuta: e sì che la Riviera occupa sempre un posto speciale nel mio cuore (per non parlare dello stomaco).
Stamattina il lago era uno spettacolo. Avevamo tutt'una spiaggetta libera per noi in ombra, per ché la maggior parte dei turisti, tedeschi o inglesi, erano tutti nell'altra spiaggia assolatissima ad abbronzarsi. Ecco il San Carlone che dalla sponda piemontese mi guardava dritto in faccia: finalmente stamattina sono riuscita ad immortalarne con la luce giusta la sagoma bronzea. Grigio come appare dalla sponda lombarda, benché maestoso, si perde nel panorama.




In questi giorni c’è "Libri in festa", ad Angera: mi dico sempre che ci vorrei fare un saltino, ma poi con i bambini tiriamo sempre dritto e andiamo subito in spiaggia. Qualche sera fa ad esempio è stato presentato un volume dell'editore varesino Macchione sulla cucina dei pesci di lago, una raccolta di ricette di ristoranti locali, e mi sarebbe piaciuto andarci. Rimedierò cercando il libro (acquistabile tra l'altro via Web scontato del 10%) e facendone una recensione. Intanto da ieri sera, e sino a Ferragosto, il pesce di lago è protagonista in veste più popolare a Ferragosto sotto il salice, la festa organizzata dalla Pro Loco di Ranco al Parco Rodari: quale migliore occasione del pranzo domenicale dopo una mattina di spiaggia, per farci un salto con i bambini senza rischiare di trovare un po’ troppa calca, magari anche a causa dei fuochi d’artificio che sono previsti per domani sera, ossia lunedì 13 agosto, sul lago?


Il porticciolo di Ranco


La tensostruttura che ospita la festa è alloggiata, come dicevo più sopra, nel Parco Rodari, pieno zeppo di giochi per bambini, altalene scivoli dondoli giragira e arrampicatoi: in più c’è una piccola fontana dove, soprattutto nel pomeriggio, si può trovare ristoro alla calura. Inutile dire che i miei figli, una volta finito il pranzo, si sono tuffati sui giochi arroventati e quindi l’acqua della fontanella è stata davvero provvidenziale.
E’ interessante leggere la storia che lega il grande scrittore dell’infanzia a questo paese lacustre: Gianni Rodari, gaviratese, fu maestro elementare proprio a Ranco in epoca fascista, nel ‘40-41: se avete voglia di approfondire l’argomento, prima ancora di procurarvi qualche biografia, potete leggere nel sito del Comune di Ranco una decina di pagine scorrevolissime da leggere tutte d’un fiato (io le ho divorate stamattina in spiaggia mentre i miei poppanti facevano il bagno con il papà, immersioni con maschera comprese).

Il Parco si trova sulla punta di Ranco, e il panorama che domina è a dir poco mozzafiato.
La tensostruttura è molto ben organizzata: si ordina e si paga alla cassa, dopodiché un nutrito team di ragazzi apparecchia, sparecchia e serve ai tavoli.
Ecco un po’ di foto dello staff: i cuochi non si sono fatti quasi per nulla pregare per radunarsi dietro all’obiettivo, anche se stavano mangiando quando sono andata a romper le scatole. Una perla: quando ho chiesto ad un signore dietro al bancone dove potessi trovare i cuochi, ho dovuto specificare in dialetto che cercavo "i coeugh" perché quello aveva capito che volevo sapere quando si sarebbero fatti i fuochi d'artificio!
La signora Franca alla cassa e la figlia Francesca, coordinatrice del team dei tavoli, sono simpaticissime. A tutti i nostri complimenti per le pietanze gustate, per la cortesia, per l’organizzazione impeccabile.
In foto: Franca e Francesca; lo staff dei ragazzi diviso in due tavolate; più sotto, i cuochi e infine l'intrigante menu
Alla cassa, inquadrando la numerosa prole, ci hanno cosigliato un tavolo panoramicissimo in fondo e soprattutto adatto al razzolamento libero dei bambini. Accanto al nostro tavolo c'era una coppia con un bambino più o meno dell'età del mio Enrico, con cui abbiamo subito solidarizzato: la signora Silvana, che scrivo in questo colore per ricordare i suoi begli occhi, che poi ha rivelato di essere anche lei mamma tre volte (ma il marito ha precisato che gli altri due sono un po' più grandecelli...) ci ha intrattenuti con racconti spassosissimi sulle proli numerose di casa sua. Pare che la sua nonna avesse avuto ben 21 figli mentre quando lei annunciò con trepidazione la sua prima gravidanza alla sua mamma, questa le fece inaspettatamente la medesima confidenza. Abbiamo trascorso un buon quarto d'ora a ridere. Grazie, signora Silvana: spero che questo saluto le arrivi e che si rimetta in contatto per fare altre spassose chiacchierate. Internet è davvero unico, se è frequentato da "maghe bianche" come lei!!! Mi spiace solo non averle chiesto di fare una foto insieme.

In ultimo, ecco una rapidissima rassegna di alcune prelibatezze della festa.

Furmagina condita (Zincarlin) con cipolle. Il produttore è Libera e Laudi delle Cascina San Giacomo di Ispra - tel. 0332/780384 , che rifornisce anche il GS (devo farci una puntatina un giorno o l'altro!)


Lavarello in carpione




Lavarello ai ferri



Ancora complimenti ai cuochi che hanno saputo valorizzare derrate nostrane come il pesce lacustre e la formaggina, la tipica robiola varesotta quadrata di latte vaccino, rimanendo da una parte nell'alveo della tradizione, dall'altra escludendo impennate finto-auliche che snaturano la bontà e la semplicità dell'autentica cucina tradizionale del varesotto.

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