lunedì 26 dicembre 2011
Buon Natale!
(il disegno rappresenta Babbo Natale visto da Agostino, 3 anni)
giovedì 15 dicembre 2011
Wall Tracks by Hot Wheels
Io di questi teppisti ne ho già all’attivo tre (a fine marzo arriverà pure il quarto). Non che le bambine si rifiutino di partecipare alle gare dei fratellini, ma gli appassionati di piccoli bolidi in casa, non c’è niente da fare, sono proprio loro, i maschietti: Enrico, il maggiore, prima media, Stefano, sette anni appena compiuti ed Agostino, che dall’alto dei suoi tre anni è forse il più agguerrito e inventa piste improbabili dalla mattina alla sera.
Ne hanno un sacco, anzi un armadio pieno, di macchinine. Fra le loro preferite, le Hot Wheels della Mattel, perché sono coloratissime e stravaganti, e ne esce sempre qualche nuovo modello che la mamma appena vede agguanta al volo (c’è da dire che sono belle, resistenti, e hanno anche dei prezzi abbordabilissimi). Dovete sapere infatti che quando papà fa la notte, solitamente una volta alla settimana ma anche due se è di guardia il fine settimana, la mamma deve metterli a letto da sola, e l’impresa non è più particolarmente impegnativa da quando ha escogitato il sistema delle “sorpresite”. Ma cosa sarebbero? Si tratta di piccoli doni, solitamente macchinine, appunto, per i maschietti, e bamboline (di quelle nelle bustine che si trovano dal cartolaio, per intenderci) che prometto a patto che si mettano per tempo il pigiama e si lavino i denti uno in fila dopo l’altro e senza possibilmente litigare troppo, a cartella preparata, s’intende.
Di solito il trucco funziona: corriamo tutti sul lettone, diciamo la preghierina e si cominciano a scartare le sorpresite.
Mi occupo personalmente della scelta dei giochini. Al mercoledì mattina vado al Toys, dove c’è una commessa simpatica che ormai mi aspetta per una piccola chiacchierata, e scelgo con cura la macchinina per i miei bambini. Ad Enrico piacciono molto le Hot Wheels eleganti, ma anche un po’, come dire, “tamarre”, per cui so già che se gli regalo quella con gli alettoni o l’automobilina nera fiammante sarà azzeccatissimo. Stefano ha un carattere più complicato: vuol sentirsi grande, ma ha solo sette anni, anche se gioca a fare il duro: le macchinine con impressa la tigre sulla fiancata, o da corsa sono la sua passione. Agostino, tre anni, che adora il giallo, ha una collezione intera di macchinine gialle ed arancioni in tutte le tonalità possibili. Insieme, al pomeriggio, giocano alle corse, e il mio spauracchio è che, non visti, si mettano a disegnare piste coi pennarelli sul pavimento
. Gliel’ho proibito tante di quelle volte, ma non c’è niente da fare! Le gattine ovviamente partecipano al gioco con molto entusiasmo, e spesso e volentieri se non si trova più qualche macchinina basta cercare nel loro cestino e la si ritrova al volo.
Qualche giorno fa mi arriva la proposta di una nuova campagna Ebuzzing: ci credete che mi si chiedeva di scrivere della nuova pista delle Hot Wheels messa a punto per Natale? Prima ancora di mettermi all’opera, ho subito scartabellato nelle letterine di Natale dei bambini per vedere se qualcuno l’aveva richiesta: chiaramente il maggiore, Enrico, si era preso la briga di inserirla fra i desiderata collettivi!
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Di piste per le macchinine Hot Wheels, ve lo assicuro io che ormai sono esperta, ce ne sono veramente di tutti i tipi e a tutti i prezzi. L’ultimo modello, però, mi fa letteralmente impazzire e credo che alla fine opterò per questa: si tratta di Wall Tracks, una coloratissima pista combinabile a struttura modulare, tipo rotaie dei trenini, per intenderci. La particolarità di questa pista è che può essere appesa al muro della cameretta, così da scongiurare l’invasione di altre stanze (non so voi, ma a casa mia occorre stare attenti a dove si mettono i piedi, perché ogni minuto si potrebbe partire su una macchinina!). La pista Wall Tracks di Mattel, quindi, non solo è divertentissima e fantasiosa nelle sue innumerevoli combinazioni (che possono essere ricombinate a volontà senza danneggiare le pareti, con le innovative 3M Command Stripsche permettono un appoggio sicuro ma non invasivo sul muro), ma è anche davvero poco ingombrante e consente di far giocare i bambini in spazi anche molto ridotti come quelli di una cameretta d’appartamento – le mie in particolare non è che siano giganti, dato poi che in entrambe ci devono stare i letti a castello -. E vogliamo mettere i rumori? Far scorrere le macchinine su una pista sopraelevata non è proprio come farle sfrecciare in lungo e in largo su tutti i pavimenti di casa: i vicini saranno entusiasti all’idea. Anzi, se posso permettermi un consiglio, quest’anno scrivete voi una letterina per Gesù Bambino e lasciatela sotto l’albero dei vicini… naturalmente includendo la pista Wall Tracks!
(p.s. se siete appassionati anche voi di tutorial online, eccovi il video (in inglese, ma spero che non sia un problema) per costruire e ricostruire la pista Wall Tracks senza farvi assalire dai dubbi!)
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=0s2AVu1g4TY
venerdì 9 dicembre 2011
A Natale Adotta una Specie

Come già sapete da alcuni precedenti post
, a settembre in casa Lucchetti siamo arrivate noi, due gemelline a quattro zampe, Gasparina ed Isotta, e il mese scorso è arrivata a farci compagnia la nostra terza sorellina, la nerissima Clorinda, che si è ambientata direi in una maniera perfetta (sia nei giochi sia nella spartizione della pappa: ve lo posso assicurare, io che sono golosissima con lei sono anche molto generosa). Tutti quanti da subito si sono sentiti in dovere di fare di tutto perché noi tre micine ci sentissimo a casa nostra: dal papà che corre a comperare il pesce, lo congela già arrotolato con la forma della pentola, lo fa lessare e lo pulisce con cura solo per noi, le sue gattaccine… ai nostri cinque fratellini che ci siamo spartiti per simpatia, anzi sarebbe meglio dire “empatia”: Enrico è adorato e seguito in ogni passo da Isotta, molto affezionata anche a Carolina (effettivamente i tre J si somigliano molto non solo fisicamente – biondi Enrico e Carolina, candida ma maculata di miele Isotta) ma anche per il carattere aristocratico e disdegnoso; io, Gasparina, incontro più l’indole sorniona di Stefano e Teresa, così come il mio pelo tigrato ricorda la morbida cenere dei loro capelli; e l’ultima arrivata, Clorinda, guarda caso, si intende a meraviglia col piccolino di casa, Agostino, minuto, furbo e scattante proprio come lei, nonché scuro di capelli e di occhi.
E la mamma? E’ forse l’unica traumatizzata dalla situazione, perché da qualche tempo soffre di uno strano raffreddore con tosse che non passa, e teme sinceramente di avere a che fare con una forma di allergia, anche perché ogni volta che le passiamo sotto il nasino comincia insistentemente a starnutire. Aspettando la prossima visita dal veterinario, che dovrebbe portarci qualche consiglio – ma farà paura andare dal veterinario? Io non ci sono mai stata! - si adopera sempre di più nei lustraggi mattina, pomeriggio e sera, con areazioni intense nonostante il freddo barbino, mentre noi gattine assistiamo incuriosite e ne approfittiamo per sgattaiolare fuori sul balcone a giocare con la nostra pallina preferita, e coi vasi di fiori! La mamma ha provato a tradimento a farci anche una specie di bagnetto a secco con un prodotto antiallergenico (ma non avrebbero potuto farlo in spray, dico io?) ma noi siamo riuscite a scappare a metà dell’impresa, e lei si è arrabbiata un po’ promettendoci di tornare all’assalto. E’ meglio, molto meglio che si prenda il suo Oscillococcinum e non ci torturi con i lavaggi (a quale gatto piace lavarsi?) o rinforzando il sistema immunitario a forza di broccoli, arance, mandarini e yogurt fatti in casa… cosa ne pensate? (con una mamma così, non potevo non diventare un’esperta di cucina anch’io!). Anzi, adesso le passo la parola, perché mi ha detto che deve scrivere qualcosa di importante!
(Mamma). La casa. Noi siamo abituati a pensare nel nostro quotidiano ai nostri fidi amici domestici, ma la maggior parte degli animali, solitamente, vive in libertà. Settimana scorsa mi è stata offerta la possibilità di partecipare ad una nuova campagna ebuzzing, questa volta per WWF: leggendo il brief ho scoperto che qualche giorno fa un comunicato della IUCN (Unione Internazionale per la salvaguardia della natura) avrebbe rivelato che addirittura un quarto dei mammiferi viventi rischiano l’estinzione, per una serie di concause naturali (cambiamenti climatici) e dovute all’azione del’uomo (che distrugge i loro habitat naturali o si abbandona alla caccia selvaggia ed alla bricconeria allo scopo di destinarli al commercio illegale). Maggiormente a rischio sono orsi, elefanti, oranchi, delfini, tartarughe marine, panda, ma anche alcuni parenti stretti di Gasparina, Isotta e Clorinda come le tigri e i ghepardi.
Sono stati attuati da qualche tempo dei programmi di salvaguardia che in diversi casi (ad esempio per i rinoceronti, i cavalli, i leoni) hanno sortito successi insperati.
Questi programmi fanno leva sugli studi di esperti e ricercatori, e su pattuglie antibracconaggio, o ancora su équipes di riabilitazione e reintroduzione in natura di animali liberati dalla cattività; ma per sopravvivere ed agire hanno la necessità di cospicui finanziamenti.

WWF ha pensato di agevolare tali finanziamenti tramite le adozioni delle specie più a rischio, e di quelle che condividono con loro il medesimo habitat (tra l’altro quello degli habitat naturali è un argomento che Teresa sta studiando in geografia, e devo dire che il suo libro, Otto Matite, lo tratta piuttosto approfonditamente). In pratica, scegliendo di proteggere una specie, mettiamo la tigre, proteggerò anche tutti gli animali che “coabitano” con quello che è considerato il più maestoso fra i grandi felini del genere “panthera” (può arrivare a 300 kg di peso!), l’unico probabilmente con le stesse dimensioni dei felini preistorici (avete mai visto l’Era Glaciale, ad esempio, dove uno dei protagonisti, Diego, è una tigre dai denti a sciabola?). In particolare, sarà forse perché è il centenario della morte di Salgari (e così ci stiamo affezionando ai suoi avvincenti romanzi che ci legge la sera papà prima di andare a letto), noi abbiamo fra le specie in pericolo una particolare predilezione per la Tigre del Bengala, che quest’anno è stata la protagonista della Giornata mondiale dell’ambiente: pare che fra tutte le specie di tigri questa sia la più aspramente minacciata, con un 60% di esemplari ormai falcidiati rispetto agli scorsi decenni. Acclimatata nelle foreste dell’India e del Bangladesh, a causa del cattivo stato di salute delle selve ma anche e soprattutto del bracconaggio che mira alla sua pregiata pelle, sta estinguendosi a velocità supersonica.
Le modalità delle adozioni sono molteplici. Pensiamole, come ha fatto WWF, come un dono di Natale da fare a noi stessi, ai nostri bambini, a qualcuno che ci è caro. L’adozione semplice costa solo 30 euro: in cambio riceveremo una scheda con l’animale adottato (nel nostro caso la tigre) ed una lettera di Fulco Pratesi, fondatore (1966) e presidente onorario del WWF Italia, scrittore, illustratore, giornalista e ambientalista, che ha diretto per trent’anni dal 1979 la rivista illustrata per ragazzi “L’Orsa”; inoltre ci sarà destinato un planisfero con la segnalazione delle aree di intervento e un adesivo del WWF. Naturalmente ci si potrà avvalere di una modalità immediata diadozione digitale; fra le opportunità, si potrà richiedere l’adozione con pelouche (con un contributo a partire da 50 euro) ma anche l’adozione Trio (sempre con pelouche): con quest’ultima, con un contributo a partire da 125 euro, si adottano tre specie collegate e fra le varie aree di scelta c’è anche l’Italia delle foreste alpine e delle montuosità appenniniche, con lupi, orsi e delfini.
A Natale si spreca tanto denaro inutilmente, e tanto se ne getterà via anche in questo periodo di crisi per rincorrere bisogni fittizi. Cosa ne dite invece di adottare da lontano una specie in estinzione? In fondo anche Salgari scrisse i suoi più bei libri senza mai avere visto di persona una foresta bengalese. Viaggiamo con la fantasia: salviamo il pianeta e i suoi animali!















