Dovete sapere che durante le feste io regolarmente mi sento le batterie un po’ scariche: sono come la mia monovolume, che ovviamente mi assomiglia come fossimo nemmeno tanto segretamente sorelle, e che una volta l’anno si fa cambiare la batteria: solitamente sotto Natale o giù di lì (per l’inverno corrente è successo stamattina, per la precisione).
Che sia il dente del giudizio, il trigemino o la tiroide poco importa: fatto sta che appena appoggio il sedere su un divano, e infilo le cartelle nello sgabuzzino, è la volta buona che comincia a partire una periferica. Come rimediare a tutto questo? Purtroppo, chiedere di annullare le vacanze è impensabile, così bisogna rassegnarsi ed aspettare che passino il più velocemente possibile. So che sembra incredibile detto da me, ma vi assicuro che è così.
Solitamente mi accorgo che le feste natalizie stanno per finire quando arriva il fatidico giorno del mio compleanno. E’ come una sorta di liberazione: per me l’anno nuovo comincia il cinque di gennaio, anzi facciamo il sei perché la sera del cinque, immancabilmente, devo, ehm, liberare un pochino tutta la tensione accumulata e… sclerare un po’. Poi, improvvisamente, mi sento meglio: in un batter di ciglio torno bionica e sortisco la mia torta di compleanno, un po’ apotropaica e beneaugurante, per tutto l’anno che viene.
Quest’anno, complici i meravigliosi stampi Pavoni® di cui dispongo da quest’estate, la mia torta è stata non solo bella e buona ma anche simpatica. Ho affidato ad un fine intenditore la scelta della forma di silicone…
e dopo un attento esame la preferenza indovinate su cosa è caduta? Ci avrei scommesso dall’inizio, e voi?
Dopodiché bisognava pensare ad una torta che fosse adatta per l’occasione –ossia per il compleanno di una mamma con le batterie da ricaricare e non troppa voglia di armeggiare ai fornelli- e soprattutto per uno stampo così particolare. Ci credete che all’unisono i bambini mi hanno chiesto la tenerina? E’ una torta che rimane particolarmente gradita ai piccoli perché è cioccolatosissima e si scioglie in bocca, e intanto fa una crosticina quasi meringata che contrasta deliziosamente con la morbidezza dell’interno; ma per la mamma è la soluzione ideale a tutti i suoi scervellamenti perché semplice e veloce da preparare. Nel nostro caso, poi, essendo una torta padanissima, era anche ben nota perché avendone già parlato in trasmissione già un paio di volte, l’avevo fatta e rifatta spesso in passato: quindi andavo matematicamente sul sicuro.
Volendo però osare un pizzico di magia per il mio genetliaco :), questa volta mi sono affidata non alle mie dosi personali ma a quelle consigliate dalla mia amica Laura De Vincentiis, la mamma di MJ, nota sing-food-wine-blogger nonché scrittrice umoristica, ma soprattutto, direi, ultimamente virtuosa di cioccolato e dintorni* (su FB in questi giorni impazzano le sue ricette sul tema…). Devo ammetterlo: proprio una formula magica la sua versione di questa delizia tipica della città di Ferrara creata da un pasticcere, a quanto si narra, per omaggiare la regina Margherita in un suo soggiorno ferrarese.
Superata la fase teorica, la mia manovalanza si è messa al lavoro per me organizzandosi alla perfezione! Non ci credete?
“Mamma, ti do una mano a sistemare? Anzi, facciamo due!”
La torta tenerina nel pagliaccio Pavoni ®
(ricetta tipica ferrarese, ispirata alla versione presente nel blog L’Antro dell’Alchimista, con alcune lievi modifiche personali nel procedimento e nelle dosi)
250 g di cioccolato Zaini, o altro cioccolato finissimo fondente al 50%
150 g di burro ottimo (io uso il burro Campo dei Fiori di Daverio)
4 UOVA del peso di 60 g l'una
150 g di zucchero semolato
fecola di patate, g 60
cacao amaro, g 25
Attrezzatura: per me, semplicemente fruste elettriche, microonde, spatola di silicone Pavoni® per raccogliere cioccolato e impasto, forno elettrico e naturalmente lo stampo Pagliaccio Pavoni®.
Allora, per prima cosa ho sciolto il cioccolato fatto a pezzi al microonde (800 w) per 4 minuti circa, aprendo un paio di volte e mescolando per non lasciare parti dure in superficie.
Poi ho separato gli albumi dai tuorli e ho montato i primi a neve ferma.
Poi, in una ciotola più grande, ho sciolto il burro semplicemente a contatto con il cioccolato, ho unito i tuorli separati dagli albumi (tenuti da parte e montati in precedenza) e lo zucchero…
ho amalgamato velocemente a mano e ho cominciato a montare tutto sino ad ottenere una crema soffice;
dopodiché ho incorporato la fecola con il cacao amaro (aggiunto di mio rispetto alla ricetta di Laura che non lo prevede) setacciandola nel colino grosso.

Gli albumi vanno uniti proprio alla fine perché così il composto si mantiene proprio soffice soffice.

In fin de la fera, abbiamo versato nello stampo leggermente :) imburrato…

che è andato dritto dritto nel forno preriscaldato a 170°C, e subito abbassato di dieci gradi, per mezz’ora scarsa: anzi facciamo venticinque minuti.
Visto com’è veloce ed economico cuocere un dolce negli stampi Pavoni®?
A crosticina formata la torta va tolta, lasciata raffreddare possibilmente al freddo (fuori dal balcone…) e capovolta su un bel piatto da portata.
Ohhh… ma non era la mamma che compiva gli anni?
Eccomi! Quante candeline contate? :)
* Volevo fare una timida domanda a Laura: com’è che la mia maestra di canto, al tempo in cui non avevo ancora appeso l’ugola al chiodo, mi proibiva di mangiare cioccolato? :)
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